Scendere a valle, un percorso illuminante per il mercato immobiliare

Avevo  un’insegnante di tedesco al liceo che diceva: “il modo peggiore per imparare una

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Cima – Torri del Vajolet

lingua è guardarla dal balcone della propria”. In soldoni difficile comprendere l’altro se lo analizziamo partendo dal nostro punto di vista o comunque partendo dalla nostra prospettiva. Certo che la nostra esperienza, il nostro bagaglio culturale, i nostri risultati, la nostra intelligenza ci spingono a fare ragionamenti e considerazioni che sovente sono corrette, giuste ed in alcuni casi lungimiranti. Alcune volte addirittura dalla nostra terrazza si vedono meglio e si possono comprendere meglio certe dinamiche. Sicuramente dalla cima di una montagna si ha una visuale maggiore, un panorama più bello e più ampio, non per questo migliore di quello che si ha da valle o dal basso. Sicuramente diverso.

Purtroppo l’arrivare in cima o esserci da troppo tempo ti impedisce di capire il punto di vista di chi sta sotto. Di chi ha una visione diversa dalla tua, eppure state guardando lo stesso spazio: uno di qua, l’altro di la. Un’unica situazione vista da punti di vista differenti. Il problema però non è nella diversa prospettiva… il problema sta nel non voler guardare dalla prospettiva dell’altro. Scendere a valle per capire, ascoltare, vedere con in propri occhi la stessa prospettiva dell’altro.

Ecco perché molte volte non si riesce ad andare oltre, non si riesce a migliorare, a progredire. Ecco perché il settore immobiliare fatica a cambiare atteggiamento verso se stesso e soprattutto verso il cliente. Ecco perché in molte aziende (non solo nel settore immobiliare) non c’è una reale progressione. Tante parole, tante chiacchiere, tante analisi e strategie…. ma sempre dal medesimo punto di vista! Cambiamenti sì, certe volte, ma sempre partendo dalla stessa prospettiva, seduti belli comodi sul proprio cucuzzolo o sulla poltrona presidenziale.

Ecco forse, certe volte, tutti dovremmo scendere a valle. Per osservare lo spazio che ci circonda con gli occhi del cliente, del mercato, dei collaboratori. Per riflettere seriamente sui bisogni, sulle paure, sulle concrete esigenze dell’altro e non solo su quelle proprie. Anche le nostre esigenze, s’intende, hanno pari diritto e dignità. Chiaro. Però l’altro punto di vista va conosciuto, accettato, compreso.

Qualche anno fa sono sceso a valle, oggi sto meglio. Lavoro con maggior piacere e soddisfazione perché sono salito fino in cima ma conosco bene anche la valle. Conosco la fatica che ci vuole sia per salire che per scendere… chi va in montagna conosce bene la difficoltà di certe discese…

Buon viaggio!

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