Il mandato a titolo oneroso e il cambiamento che non c'è…

Il mandato a titolo oneroso è un metodo perfettamente lecito, legale e, udite udite, forse pure dannatamente corretto per conferire piena e sostanziale professionalità alla figura del mediatore immobiliare. A molti colleghi questa affermazione sembrerà una bestemmia. Forse, aspettate di sentire quella che segue, perché diciamoci tutta, ma proprio tutta la verità: il mediatore equidistante tra le parti non esiste! Il professionista che garantisce equità tra le parti? Colui che si prodiga affinché ci sia tra più soggetti un equo e giusto accordo? Un professionista che mette in relazione due o più parti al fine di trovare un accordo… senza essere di parte per alcuno? No dai, scherzo. Esiste, l’ho visto ieri che girava per le vie di Milano con Babbo Natale e Pinocchio mentre tutti insieme andavano in Comune a spiegare ai politici come far funzionare bene la città ed i servizi pubblici per i cittadini.

Scherzi a parte, bisogna avere il coraggio di cambiare rotta e smettere di raccontarci delle favole per cercare di guadagnare con facili dietrologie professionali. Il professionista competente, serio, qualificato è di parte e non per questo scorretto o truffaldino. Anzi proprio perché di parte, deve tutelare seriamente gli interessi del proprio mandante. Proprio perché chiamato a rappresentare una parte si deve assumere le proprie responsabilità.

Non si capisce perché come già succede per il commercialista, l’avvocato, l’ingegnere, l’architetto, il geometra e così via, anche il mediatore non possa essere incaricato da una parte sola per gestire la vendita o l’acquisto di un bene immobile.

Il mediatore o a questo punto, il consulente immobiliare, deve avere il coraggio di specializzarsi e seguire il proprio cliente con elevate competenze, professionalità, tutelando gli interessi del proprio cliente. Così facendo non solo potrà richiedere una parcella professionale più consistente ma sarà più credibile e preparato nella trattativa con la controparte. Controparte che nel caso dell’acquirente non avrà oneri accessori o per dirla brutalmente provvigioni da pagare perché il sig. X ha incaricato un mediatore di vendere il suo immobile… Tra l’altro la controparte non ci ha scelto ma ci ha trovati incaricati dall’altro…

Si lo so, vedo già la faccia di molti colleghi che invece sostengono che assolutamente no, no, no… io non lavoro cosi, noi facciamo un lavoro eccellente, sono i clienti che ci prendono in giro, etc. Si lo so, molti di noi lavorano correttamente e molti sono pure vittime di clienti poco seri… Verissimo, capita spesso anche a me.

Se però ci pensate seriamente per un attimo vi accorgerete che molte situazioni poco piacevoli della nostra professione sono figlie di un peccato originale che nessuno vuole confessare, ovvero:

  1. Quando la qualifica professionale è molto alta e richiede competenze specifiche certificate è il cliente che ti sceglie o è costretto a sceglierti – (questo mestiere fino a qualche anno fa lo poteva fare un neodiplomato in ragioneria senza neanche un giorno di esperienza nel settore… di che cosa stiamo parlando? Cari professionisti… anzi carissimi professionisti del 3-4%… – vogliamo parlare degli esami per essere iscritti all’albo dei mediatori?). Il nostro mestiere lo può svolgere (di merda) l’ultimo degli scappati di casa, sputtanando tutti gli altri… però è così. Non si è mai fatto niente per cambiare, poche balle!;
  2. Quando un cliente ti sceglie, o meglio ancora, è costretto per legge a scegliere te, come suo professionista di fiducia come rappresentante dei propri beni immobili allora il rapporto tra cliente e professionista è diverso. Infatti nelle altre professioni, un cliente non sceglie due avvocati diversi per la stessa causa o due geometri per la stessa D.I.A…. da noi invece si incaricano cani e porci per vendere lo stesso box! e noi stupidi che scodinzoliamo festanti….

Potrei andare avanti per giorni ma fermiamoci qui. Riflettiamo seriamente invece sul fatto che un consulente immobiliare dovrebbe essere una figura professionale importante per le famiglie o per le aziende e quindi:

  • deve avere una preparazione eccellente e soprattutto certificata da un percorso formativo riconosciuto, equivalente ad un dottorato;
  • deve essere di parte, cioè coinvolto e responsabile per il cliente che rappresenta e garante per la controparte. Un buon ingegnere edile progetta una casa stabile per il committente ma al tempo stesso è responsabile anche della sicurezza futura dei prossimi compratori…;
  • pagato dalla parte che rappresenta;

In ultimo servirebbe una legge seria, fatta bene, che tuteli un settore così importante e delicato…. servirebbe un po’ di coraggio da parte delle associazioni per cambiare le regole d’ingaggio…. ma siamo in Italia, quasi dimenticavo. Proverò a chiedere a Babbo Natale probabilmente  faccio prima…

Il cambiamento purtroppo è una parola, un motto che va bene per i corsi… per quelli bravi che se la cantano e se la suonano. Nessuna attinenza con la pratica quotidiana.

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