Incentivi e conto energia


Oggi ci si può liberare dal costo dell’energia!

Il fotovoltaico è un settore in continuo divenire e, se per alcuni versi è molto semplice capirne il principio per cui si sfrutta la forza del sole per generare energia pulita, per altri versi risultano difficili da comprendere gli aspetti tecnici e la normativa vigente. Non tutti conoscono il Conto Energia ed i suoi meccanismi incentivanti. Ecco quindi, di seguito un breve elenco degli aspetti principali. Una cosa però è facile da capire e cioè che sfruttare l’energia gratuita del sole è un’opportunità per risparmiare, rispettare l’ambiente e soprattutto per essere liberi dalle “vessazioni” tariffarie dei vari gestori… Si può produrre energia ed essere autosufficienti senza dover sottostare ai cambi di tariffe. Non solo lo stato concede un contributo ventennale… in momenti di crisi come questo sembra impossibile ma è realtà.

Prosegue il programma di incentivazione. Cala il valore degli incentivi che però restano ancora molto interessanti, in particolare per gli impianti su tetto

L’installazione di impianti fotovoltaici è regolamentata e promossa da un quadro normativo che garantisce regole precise e il supporto di un sistema incentivante sicuro.
La funzione dell’incentivo è quella di accelerare il ritorno dell’investimento che oggi, per le regioni del nord Italia, può essere calcolato tra i 7 e i 10 anni a seconda di alcune variabili tra cui l’orientamento e l’inclinazione dell’impianto rispetto al sole. Attualmente il Conto Energia premia con tariffe incentivanti l’energia pulita prodotta da impianti fotovoltaici di utenze pubbliche, private e condominiali. Il Quarto Conto Energia, pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana numero 109 del 12 maggio 2011, è il riferimento per le installazioni fotovoltaiche realizzate dal 1 giugno 2011 al 31 dicembre 2016. Il decreto, che porta il titolo “Incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici”, valorizza in primis gli impianti di potenza compresa tra 1 kW e 1 MW, in particolare le strutture su tetto e tutti quegli interventi che “promuovono l’integrazione architettonica”, la diffusione del fotovoltaico verso applicazioni più promettenti in termini di potenziale di diffusione e connesso sviluppo tecnologico, e che consentano minor utilizzo del territorio. Gli interventi ammessi ad usufruire degli incentivi previsti dal Quarto Conto Energia, sono suddivisi in tre gruppi. Il primo è costituito da piccoli e grandi impianti fotovoltaici, con tariffe incentivanti differenziate tra impianti su edifici e altri impianti e in rapporto alla taglia degli stessi. Il secondo gruppo è quello degli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative, favoriti da incentivi più alti; seguono gli impianti fotovoltaici a concentrazione. I limiti di incentivazione dell’energia prodotta sono determinati sulla base del costo annuo indicativo degli incentivi, con riferimento a ciascun periodo e per le differenti tipologie di impianti, piccoli, grandi, integrati con caratteristiche innovative e a concentrazione.

IL QUARTO CONTO ENERGIA IN BREVE

  • Durata: dal 1 giugno 2011 al 31 dicembre 2016
  • Obbiettivi: 23.000 MW di potenza installata entro il 2016
  • Piccoli impianti: installazioni su edifici fino a 1 MW, a terra sino ai 200 kW e tutte le installazioni realizzate per la pubblica amministrazione.
  • Grandi impianti: strutture su edifici con potenza superiore a 1 MW e tutte le altre strutture che non siano collocate su edifici e non operino in regime di scambio sul posto.

Tariffa incentivante: si calcola a partire dalla data di entrata in esercizio dell’impianto e viene riconosciuta per un periodo di vent’anni.

Piccoli e grandi impianti

Il decreto opera una distinzione tra piccoli e grandi impianti. Rientrano nella categoria dei “piccoli impianti” tutte le strutture fotovoltaiche installate su edifici con potenza non superiore a 1 MW, tutti gli altri tipi di impianti con potenza massima di 200 kW operanti in regime di scambio sul posto e quelli realizzati su edifici ed aree delle amministrazioni pubbliche, indipendentemente dalla taglia. Sono definiti “grandi impianti” tutte le strutture su edificio con potenza superiore a 1 megawatt, a terra sopra i 200 kW, e tutti gli altri impianti che non siano collocati su edifici e non operino in regime di scambio sul posto.

Tariffe incentivanti

Gli incentivi sono erogati in base alla quantità di energia elettrica prodotta, indipendentemente da come viene utilizzata (vendita al gestore o autoconsumo). Per ogni kW prodotto viene riconosciuto un incentivo in centesimi di euro. L’assegnazione della tariffa spettante avviene con riferimento alla data di entrata in esercizio dell’impianto e la stessa viene riconosciuta per un periodo di 20 anni. Le tariffe, significativamente elevate rispetto alla media europea, sono decrescenti e, a partire dal 1 gennaio 2012 sono soggette a variazioni semestrali, differenti a seconda della tipologia di impianto e della potenza dello stesso. Il sistema incentivante subirà una sostanziale modifica del 2013, quando la tariffa incentivante conosciuta fino ad oggi verrà sostituita da tariffe onnicomprensive sul totale dell’energia immessa in rete dall’impianto, mentre per l’energia auto consumata verrà introdotta una specifica tariffa. Per quanto riguarda il periodo gennaio giugno 2012 il ribasso subito dalle tariffe  rispetto al dicembre 2011 è di lieve entità, a partire dal taglio di 2,4 centesimi si euro per ogni kWh dell’incentivo destinato agli impianti che non rientrano nella categoria su edificio, cioè gli impianti a terra e le strutture realizzate su serre,  pergole e affini, e dal ribasso di 2,1 centesimi di euro per ogni kWh della tariffa destinata alle strutture su edificio, per arrivare alla piccolissima decurtazione destinata alla tariffa erogata agli impianti integrati con caratteristiche innovative, pari, nel primo semestre 2012, a meno di un centesimo.

Premi aggintivi

Il decreto prevede anche specifici casi in cui la tariffa incentivante riconosciuta verrà incrementata. Per i piccoli impianti abbinati ad uso efficiente dell’energia, in edifici di nuova costruzione, è previsto un aumento del 30% della tariffa qualora sia conseguita una prestazione energetica per il raffrescamento estivo e per la climatizzazione invernale di almeno il 50% inferiore ai valori minimi stabiliti dalla legge.  Anche gli edifici già esistenti possono beneficiare del premio, a condizione che il soggetto responsabile dell’impianto si doti di un attestato di certificazione energetica con l’indicazione di possibili interventi migliorativi delle prestazioni dell’immobile ed effettui opere di riqualificazione energetica che comportino una riduzione di almeno 10% degli indici di prestazione estiva e invernale. L’incremento della tariffa, in questo caso, consiste in una maggiorazione compresa tra il 5% e il 30%, in misura pari alla metà della percentuale di riduzione del fabbisogno di energia conseguita con i lavori di riqualificazione dell’edificio. Per i piccoli impianti realizzati nei comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti e dei quali i comuni stessi siano soggetti responsabili, è previsto un incremento del 5%. Un premio del 5% è previsto anche per gli impianti che non siano collocati su edifici ma in aree classificate come “industriali, miniere, cave o discariche esaurite”. Un importante bonus aggiuntivo pari a 5 centesimi di euro ogni kWh, è destinato alle strutture fotovoltaiche che sostituiscono coperture contenenti amianto. Infine, un’altra novità del testo riguarda il bonus aggiuntivo del 10% sull’incentivo per impianti realizzati per almeno il 60% con forniture europee. I premi aggiuntivi non sono cumulabili tra di loro. [/toggle]

Gli impianti integrati

Il Conto Energia dedica un apposito titolo alla categoria dell’integrazione con caratteristiche innovative, della quale fanno parte gli “impianti fotovoltaici che utilizzano moduli non convenzionali e componenti speciali, sviluppati specificatamente per integrarsi e sostituire elementi architettonici”. Tali strutture, di potenza compresa tra 1 kW e 5 MW e inserite “armoniosamente nel disegno architettonico dell’edificio”, saranno collegate alla rete o a piccole reti isolate, in modo tale da avere un unico punto di connessione, non condiviso con altri impianti. I componenti utilizzati di nuova costruzione, o comunque non già impiegati in altri impianti, dovranno rispondere a tutti i seguenti requisiti:

  1. Moduli “non convenzionali e componenti speciali” studiati appositamente per integrarsi e prendere il posto di coperture – comprese le superfici trasparenti o semi trasparenti delle stesse – superfici opache verticali, superfici apribili e assimilabili quali porte, finestre e vetrine.
  2. Moduli e componenti che presentino “significative innovazioni di carattere tecnologico”.

Moduli progettati per svolgere, oltre alla produzione di energia, “funzioni architettoniche fondamentali” quali la protezione o regolazione termica dell’edificio, la tenuta all’acqua e la tenuta meccanica della struttura edilizia nella quale verranno integrati

Cos’è lo scambio sul posto

Lo scambio sul posto favorisce l’autoconsumo dell’energia elettrica prodotta con i pannelli fotovoltaici. L’energia non consumata istantaneamente viene immessa nella rete e rimborsata dal gestore dei servizi energetici, mentre l’energia di cui si ha bisogno nelle ore notturne o di scarsa insolazione, cioè quando l’impianto non produce energia, viene acquistata dal gestore pagando una normale bolletta. A fine anno è prevista la compensazione di quanto il consumatore preleva dalla rete e di quanto immette. Se il saldo è negativo verrà addebitato in bolletta mentre se il saldo è positivo il credito d’energia resterà valido per sempre. Lo scambio sul posto, possibile per impianti fotovoltaici di potenza inferiore ai 200 kWp, è particolarmente vantaggioso se l’impianto è dimensionato in modo tale da produrre una quantità d’energia elettrica inferiore o pari al fabbisogno dell’utenza