Sanatoria stranieri irregolari dal 15 Settembre

Con la presente circolare ricordo che a seguito della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.Lgs. n.109/12, a decorrere dal 15 settembre 2012 e fino al 15 ottobre 2012 sarà possibile regolarizzare i lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno, occupati irregolarmente sul territorio italiano, indipendentemente dall’attività produttiva svolta.
Il rapporto irregolare deve aver avuto inizio almeno 3 mesi prima del 9 agosto 2012 (9 maggio 2012) e deve risultare ancora in essere alla data di presentazione dell’istanza di regolarizzazione.
A seguito della regolarizzazione, l’orario di lavoro non potrà essere inferiore alle 40 settimanali per la generalità dei lavoratori, mentre per colf e badanti l’orario di lavoro minimo è pari a 20 ore, così da ammettere, in quest’ultima ipotesi, il contratto a tempo parziale.
Le modalità per la presentazione dell’istanza di regolarizzazione, sono state individuate da decreto attuativo
pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 209 del 7 settembre 2012 .
Decreto Interministeriale (Interno, Lavoro, Economia e Cooperazione Internazionale e Integrazione) di attuazione dell’articolo 5 del decreto legislativo n. 109/2012, in materia di emersione dal lavoro irregolare.
Il Decreto Interministeriale prevede:
o articolo 1 – le modalità di presentazione – dal 15 settembre al 15 ottobre – della dichiarazione di emersione del rapporto di lavoro;
o articolo 2 – le modalità di pagamento del contributo forfettario di 1.000 euro previsto per ciascun lavoratore;
o articolo 3 – i limiti di reddito del datore di lavoro richiesti per l’emersione del rapporto di lavoro;
o per accedere alla procedura di emersione il reddito del datore di lavoro non deve essere inferiore a 30.000 euro annui e nel caso di lavoro domestico non può essere inferiore a 20.000 o 27.000 euro annui rispettivamente nelle ipotesi di nucleo familiare composto da uno o più soggetti percettori di reddito. E’ ammesso il cumulo anche con il reddito del coniuge e di parenti di 2° grado non conviventi. La verifica di congruità del reddito e delle condizioni contrattuali applicate viene effettuata dalla Direzione Territoriale del Lavoro. Non si procede all’accertamento del reddito nell’ipotesi di datore di lavoro affetto da patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza che effettua la dichiarazione di emersione per un lavoratore addetto alla sua assistenza. In tale ipotesi il datore deve essere già in possesso di certificazione di struttura sanitaria pubblica o medico convenzionato con il SSN che attesti la limitazione dell’autosufficienza prima di presentazione dell’istanza.
o articolo 4 – i contenuti della domanda di emersione
o articolo 5 – le modalità necessarie per la regolarizzazione delle somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale pari alla durata del rapporto di lavoro o almeno a sei mesi.
o articolo 6 – puntualizza che con la sottoscrizione del contratto di soggiorno il datore di lavoro assolve anche agli obblighi di comunicazione obbligatoria di assunzione del lavoratore al Centro per l’Impiego, Direzioni Territoriali e Inps per quanto riguarda il lavoro domestico.

Oltre alla procedura di regolarizzazione, il D.Lgs. n.109/12 contiene importanti modifiche al quadro sanzionatorio in caso di impiego irregolare di lavoratori stranieri.

Le condizioni per la regolarizzazione

Possono procedere alla regolarizzazione i datori di lavoro le cui caratteristiche sono così individuate dal D.Lgs. n.109/12:
• il datore di lavoro può essere una persona fisica o giuridica;
• nel caso in cui il datore di lavoro sia straniero extraUE è necessario che sia titolare di un permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo;
• sono esclusi dalla sanatoria i datori di lavoro che risultino condannati negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’immigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare ad attività illecite, per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, ovvero per occupazione, alle proprie dipendenze, di lavoratori stranieri privi del permesso di soggiorno;

• infine, costituisce condizione ostativa il fatto che il datore di lavoro, a seguito di procedure di ingresso di lavoratori stranieri ovvero di procedure di emersione dal lavoro irregolare, non abbia provveduto alla sottoscrizione del contratto di soggiorno presso lo Sportello unico per l’immigrazione ovvero alla successiva assunzione del lavoratore straniero, salvo cause di forza maggiore non imputabili, comunque, al datore di lavoro.

Riguardo al lavoratore, per poter essere regolarizzato, deve essere presente sul territorio nazionale, in modo ininterrotto e documentato (da un organismo pubblico), almeno dalla data del 31 dicembre 2011. Ulteriore condizione di esclusione dalla regolarizzazione è rappresentata da un provvedimento di espulsione per motivi di ordine pubblico.

Contributo per la regolarizzazione ed effetti retributivi, contributivi e fiscali

Per poter accedere alla procedura di regolarizzazione, il datore di lavoro deve preliminarmente versare, con modalità definite dal decreto ministeriale, un contributo forfettario di € 1.000,00, non deducibile dalle imposte sul reddito, per ciascun lavoratore.
L’Agenzia delle Entrate, con R.M. n.85/E del 31 agosto, ha istituito i codici tributo per il versamento, tramite modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, del contributo forfettario dovuto dai datori di lavoro che denuncino l’occupazione irregolare, da almeno tre mesi, di lavoratori stranieri presenti nel territorio nazionale in modo ininterrotto almeno dalla data del 31 dicembre 2011, ai sensi dell’art.5, co.5, del D.Lgs. n.109/12. Per consentire il versamento del contributo in parola sono istituiti specifici codici.
Inoltre, al momento della stipula del contratto di soggiorno, il datore di lavoro deve aver proceduto alla regolarizzazione retributiva, contributiva e fiscale del rapporto, per almeno 6 mesi, come soglia minima, e comunque per tutta la durata del rapporto: pertanto, se il rapporto irregolare ha avuto una durata superiore a 6 mesi, la regolarizzazione si dovrà riferire alla maggior durata del rapporto irregolare.

Il nuovo quadro sanzionatorio

Il D.Lgs. n.109/12, oltre alla procedura di regolarizzazione, interviene a modifica del quadro sanzionatorio in caso di impiego irregolare di lavoratori stranieri extra UE.
Innanzitutto viene prevista un’aggravante, che determina un aumento delle pene da un terzo alla metà, in caso di sfruttamento di lavoratori stranieri:
• in numero superiore a 3;
• minori in età non lavorativa;
• sottoposti a condizioni di pericolo nello svolgimento della prestazione di lavoro.
La condanna per l’impiego irregolare comporta, inoltre, la sanzione amministrativa accessoria pari al costo medio di rimpatrio del lavoratore straniero assunto irregolarmente.
Ai lavoratori stranieri, impiegati irregolarmente, nel caso in cui denuncino il datore di lavoro e collaborino attivamente durante il processo penale, sarà riconosciuto un permesso di soggiorno umanitario di durata pari a 6 mesi, prorogabile per tutta la durata del processo e convertibile in un permesso per lavoro.
In caso di rapporti irregolari, si presume, ai fini retributivi, contributivi e fiscali, che il rapporto di lavoro sia iniziato da almeno 3 mesi, salvo prova contraria.
Infine, i datori di lavoro condannati, anche in via non definitiva, per reati riguardanti l’occupazione di lavoratori clandestini, non potranno più richiedere lavoratori stranieri mediante la procedura dei flussi di ingresso.
Ricordo poi che nel caso vengono rese immediatamente ed automaticamente operative le sanzioni correlate ai mancati adempimenti di cui al D.lgs. 81/08 (Sicurezza sul Lavoro).

Per approfondimenti o per avere copia del Decreto attuativo, potete eventualmente contattarmi.

Si ringrazia per le informazioni:

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LAVORO – GESTIONE AZIENDALE

DR. MICHELE CORBETTA

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