Togliere l’IMU sulla prima casa? Ma chi se ne frega!

Nuovo governo, vecchie abitudini, soliti polli.

Il nuovo governo composto dai soliti noti (un po’ mischiati tra loro) si è insediato ed ha cominciato subito a far proclami secondo le vecchie e consolidate abitudini. Faremo così e faremo cosà salvo questo o quel problema e sempre che Tizio o Caio non abbiano nulla da ridire altrimenti dovremo trovare un compromesso. Insomma si parla di tutto ma nel particolare non si capisce niente. Anche tra i medesimi componenti di governo ci sono opinioni e distinguo diametralmente opposti. Solite vecchie abitudini. Tanto baccano per poi fare un pastrocchio che accontenti un po’ uno ed un po’ l’altro. Figuriamoci oggi che al governo si sono alleati due nemici costretti a far finta di essere amici per conservare il timone di comando.

Ma che loro siano legati alla solita e consolidata sceneggiatura è del tutto “normale”, quello che faccio fatica a comprendere è quanto noi cittadini continuiamo a comportarci come i soliti polli. Ci caschiamo sempre. Comunque. Ad esempio l’attuale diatriba che ha infuocato la scena politica, i giornali ed i bar di paese è la questione IMU sulla prima casa. Tutti appresso a questo argomento. Come se l’IMU fosse una questione di vita o di morte delle famiglie. Come se l’IMU risolvesse qualcosa. Come se 100/200 euro di tassa sulla prima casa facesse la differenza per le famiglie…

Se le aziende non hanno i soldi per pagare fornitori, dipendenti, tasse etc. non fa niente. Se marito e moglie sono senza stipendio da mesi non fa niente, che vuoi che sia… Vuoi mettere restituirgli 100 euro dell’IMU sulla prima casa?
Insomma la solita vecchia abitudine di prendere per il culo le famiglie. Abitudine di destra e di sinistra. Mentre tutti discutono di argomenti, sicuramente importanti come l’IMU, ma che non risolvono i veri problemi delle famiglie e delle imprese, nessuno, governo in primis si muove per:

  • abbattere i costi del personale;
  • aiutare le aziende con l’accesso al credito;
  • imporre agli istituti bancari di sostenere le famiglie e le imprese con finanziamenti agevolati;
  • ridurre i costi delle amministrazioni pubbliche e della politica;
  • tagliare gli sprechi pubblici;
  • stampare moneta per pagare i debiti dello stato verso le aziende;
  • favorire le aziende che assumono;
  • ridurre la tassazione sulle imprese;

Insomma il problema è ridare energia all’economia aiutando le aziende a sostenere la forza lavoro. Forse è il caso di fare il possibile per dare un posto di lavoro alle persone… non 100 Euro…

Come sempre tutti concentrati sulla pagliuzza nell’occhio per non affrontare la montagna.
Vecchie abitudini, soliti polli.

Marco Ferrari
www.ferrari-immobiliare.com