Lo Studio di Architettura


Arch. Tavola Paolo   ed   Arch. Fanzaga Achille

Mail: ark.tavolapaolo@gmail.com    —    Mail: achille.fanzaga@gmail.com

Laureati c/o la facoltà di architettura civile del Politecnico di Milano-Bovisa.

Durante gli anni universitari abbiamo maturato una particolare attenzione ai temi del risparmio energetico e della bioarchitettura, quando ancora questi temi erano ancora agli albori. Questo interesse ci ha portato a seguire prima il corso base Casaclima e poi quello Avanzato oltre ad una serie di seminari, corsi e convegni che negli anni sono stati organizzati dagli ordini professionali e da associazioni varie. Durante gli ultimi anni universitari abbiamo iniziato a frequentare vari studi ed imprese edili delle provincie di Bergamo e Lecco dove abbiamo maturato esperienza differenti ma che ad oggi ci permettono di completarci vicendevolmente. Le nostre competenza spaziano dalla progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva di ogni tipo di edificio con particolare attenzione e competenza per quanto riguarda il riuso e la ristrutturazione del patrimonio esistente.

Ad oggi offriamo i seguenti servizi:

  • Progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva di edifici residenziali, industriali e terziari
  • Progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva d’interni
  • Diagnosi energetica degli edifici e verifica degli miglioramenti attuabili
  • Direzione lavori
  • Computi metrici, contabilità e stati d’avanzamento lavori
  • Coordinamento in fase di progettazione ed esecuzione ai sensi del D.Lgs. 81/2008
  • Certificazione energetica
  • Progettazione acustica

L’utilità dell’architetto:

Spesso si dice che per fare un intervento edilizio, soprattutto nell’ambito delle ristrutturazioni, bastano due soggetti: il proprietario che paga e l’impresa che esegue i lavori. Il proprietario pensa così di risparmiare perché è convinto di poter gestire a suo piacimento il professionista di turno, facendogli realizzare l’idea che lui stesso ha in mente e pagandogli la sola pratica edilizia (comunque sempre necessaria per iniziare ogni tipo di lavoro). L’impresa, invece, è certa di poter gestire al meglio il cliente, facendo i lavori secondo le proprie abitudini ed inserendo, come capita spesso, costi imprevisti al cliente. Si arriva così a fine lavori con il cliente che, sovente, è scontento di quanto realizzato perché l’opera non è quella che aveva in mente, senza considerare come molte volte il risparmio previsto e l’approccio agli aspetti energetici non siano mai coerenti con le ipotesi di partenza. Il compito dell’architetto risulta perciò essere, da un lato, quello di saper interpretare al meglio le esigenze del cliente, realizzando un’opera adeguata e consigliandolo sulle scelte di carattere distributivo e/o costruttivo, sulle finiture, sul risparmio energetico e sui costi di massima, dall’altro, quello di vigilare sull’impresa sia per quanto riguarda l’avanzamento del cantiere che per quanto riguarda i costi, assumendosi, cosa non da poco, tutte le responsabilità affinché tutto quanto venga eseguito secondo le normative vigenti (e questo spesso è uno dei compiti più impegnativi).

Ricordiamoci dunque che un tecnico valido è il punto di partenza per realizzare un’opera in grado di soddisfare, in tutti i suoi aspetti, chi la commissiona.

Obiettivo qualità…

L’ottimizzazione dei costi di gestione degli immobili (sia residenziali che industriali) è un aspetto che, se considerato in maniera responsabile, può favorire un migliore utilizzo delle risorse a disposizione.

Il primo mito da sfatare è quello secondo cui il risparmio energetico riguarda solo gli edifici residenziali. C’è da dire che si è insistito molto su questa tipologia di edificio per il fatto che, ad oggi, rappresenta la maggioranza del costruito sull’intero territorio italiano. E considerando che, con le tecnologie a disposizione, c’è la possibilità di realizzare edifici a costi energetici (riscaldamento, raffrescamento, e fabbisogno elettrico) pari a zero (quindi senza più bollette da pagare), è necessario intervenire in maniera rapida ed efficace sull’intero patrimonio italiano, che si presenta lontano anni luce da questi standard (includendo tutti gli edifici realizzati fino al 2005). Tuttavia oggi si inizia a costruire in classe A (anche se ancora troppo poco, purtroppo), ma quasi nessuno tenta il passo dell’edificio a zero, o quasi zero, consumi. Il tema delle differenze enormi dei costi è creato ad arte da chi non ha interesse ad eliminare i costi relativi al riscaldamento (metano e/o gasolio) ed a quelli elettrici. E’ vero che i costi sono inizialmente maggiori (anche se non di molto), ma c’è anche da dire che il maggior investimento iniziale rientra completamente in pochi anni.

Il secondo punto è che anche gli edifici industriali possono essere realizzati e/o adeguati in modo tale da abbattere o ridurre drasticamente i costi di gestione degli immobili (riscaldamento/aria condizionata/corrente elettrica). Il fotovoltaico è un’ottima opportunità, soprattutto con gli incentivi attualmente in vigore, ma da solo non può bastare. Troppo spesso l’involucro dei capannoni o delle palazzine uffici disperdono un’eccessiva quantità di calore d’inverno e ne assorbono altrettanta d’estate, rendendo di fatto poco utili i sistemi di raffrescamento od obbligandoli a funzionare alla massima potenza. Purtroppo non si considera che tutti questi costi, che variano a seconda delle dimensioni delle aziende da migliaia a milioni di euro l’anno, potrebbero essere ridotti drasticamente e reinvestiti ulteriormente per altri interventi. Coibentazioni delle pareti, delle coperture e dei solai controterra, serramenti adeguatamente isolati, sistemi di schermatura passiva o di captazione dei raggi solari d’inverno, pompe di calore collegate a sistemi geotermici o pannelli fotovoltaici, produzione di acqua calda sanitaria per le docce con l’integrazione dei pannelli solari termici, sistemi di ventilazione meccanica dell’aria con recupero del calore… oramai svariati sono i sistemi da utilizzare ma ancora pochi sono così lungimiranti da utilizzarli (soprattutto perché ancora legati alle convinzioni del 50% (fino ad un recupero massimo di 96.000 €) per gli interventi di ristrutturazione (fino a giugno 2013), alle detrazioni del 55% per interventi di risparmio energetico sopra citati (fino a fine 2013) a sovvenzioni e/o bandi che le province o le regioni mettono a disposizione dei più virtuosi.

Provare a valutare tutto questo potrebbe essere interessante, sia perché vi permette di capire quanto potreste risparmiare, sia perché migliorereste notevolmente il comfort di chi lavora, aumentando così la produttività.

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