Il condominio – L’ASSEMBLEA (parte 2)

Segue da parte 1

L’assemblea deve essere gestita da un presidente, incarico normalmente ricoperto dal condomino che abita nel fabbricato da più anni e quindi conosce bene i problemi e le necessità dello stabile. Il verbale dell’assemblea è redatto dal segretario, ruolo svolto in genere dall’amministratore. Prima di iniziare ogni seduta, il presidente può mettere ai voti una mozione d’ordine che stabilisca un limite per il numero e la durata degli interventi. Se un inquilino non può partecipare personalmente all’assemblea può delegare una persona di fiducia firmando una dichiarazione di questo tipo: “io sottoscritto……, delego a rappresentarmi all’asssemblea del …….. , con ogni facoltà di legge, il sig. ………………………., approvandone fin d’ora l’operato.” Nè l’assemblea nè il regolamento condominiale possono vietare l’uso delle deleghe, in quanto si tratta di una possibilità prevista dall’articolo 67 delle disposizioni di attuazione del codice civile. Ciò che il regolamento può prevedere è un limite massimo di deleghe per una stessa persona; per esempio, ogni intervenuto all’assemblea non può avere più di 2 deleghe (tre voti compreso il proprio). Anche l’inquilino può partecipare all’assemblea condominiale: lo stabilisce l’art. 10 della legge 392/78, nel quale si precisa che il conduttore ha diritto di voto, in luogo del proprietario dell’appartamento locatogli, nelle delibere assembleari relative alle spese ed alle modalità di gestione dei servizi di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (cassazione sez. III, 3 aprile 1990, n. 2762). Inoltre viene stabilito il diritto del conduttore di intervenire, senza diritto di voto, sulle delibere relative alle modifiche degli altri servizi comuni. La convocazione all’assemblea deve comunque essere inviata al proprietario dell’appartamento: sarà lui, se lo riterrà opportuno, ad avvisare il proprio inquilino. Se tale comunicazione non giunge in tempo utile, oppure  non viene effettuata, l’inquilino perde la possibilità di impugnare una delibera assembleare (cassazione, 29 aprile 1992, n. 4802). Al termine  di ogni assemblea il segretario deve redigere il verbale e inviarlo al domicilio di tutti i condomini e proprietari di porzioni del condominio entro 10 giorni dalla data dell’assemblea stessa. Il rispetto di questa scadenza è molto importante per consentire l’eventuale impugnazione delle delibere, azione che va intrapresa entro e non oltre 30 giorni. Il verbale deve contenere l’elenco dei condomini presenti (compresi quelli che hanno dato delega ad altri) e la sintesi chiara di tutte le delibere adottate, con il nome e rispettivi millesimi sia dei condomini che le hanno approvate sia di quelli contrari e astenuti. Può succedere che alcuni intervenuti chiedano di mettere a verbale le loro dichiarazioni, ma se non sono pertinenti alle delibere adottate la richiesta può essere respinta.

vedi anche le maggioranze assembleari (art. 1136 c.c.)

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