Lavoratori autonomi in edilizia – Nuove verifiche ispettive

Circolare Informativa – Dott. Michele Corbetta

Oggetto: Lavoratori autonomi in edilizia – in arrivo nuove verifiche ispettive

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la circolare n. 16 del 4 luglio 2012, ha dettato importanti istruzioni al proprio personale ispettivo, volte a contrastare l’utilizzo improprio di lavoratori autonomi nei cantieri edili. Spesso, infatti, tali lavoratori operano in cantiere, inseriti nel ciclo produttivo delle imprese esecutrici dei lavori, svolgendo sostanzialmente la medesima attività del personale dipendente delle imprese stesse.

Stiamo ovviamente considerando i casi in cui si tratti di Contratto d’opera ex art. 2222 C.C. ; alcune marcate differenze si configurano in caso di contratti d’Appalto (artt. 1665 e ss. C.C.), fermo restando che l’eventuale ispezione non li giudichi di fatto riconducibili sotto la fattispecie di cui all’art. 2222 c.c per carenza di elementi requisiti essenziali. Il contratto d’opera, cosi come disciplinato all’art. 2222 c.c. e seguenti, ‚ un rapporto di lavoro autonomo con il quale il prestatore, con proprio rischio ed usufruendo di piena autonomia quanto all’impiego delle energie lavorative e senza alcun vincolo di orario e sede, si obbliga nei confronti del committente a compiere un’opera o un servizio a fronte di un corrispettivo.

E’ lavoratore subordinato, cosi come disciplinato all’art. 2094 c.c. e seguenti, chi si obbliga mediante retribuzione a collaborare nell’impresa, prestando il proprio lavoro intellettuale o manuale alle dipendenze e sotto la direzione dell’imprenditore. Sebbene l’art. 2094 c.c. difetti di uno specifico riferimento al contratto di lavoro, in dottrina ormai pacificamente riconosciuta la natura contrattualistica del rapporto di lavoro subordinato. Pertanto, il contratto di lavoro subordinato si qualifica come un contratto consensuale, a prestazioni corrispettive, nel quale il rapporto di scambio tra prestazione lavorativa e retribuzione costituisce uno degli elementi costitutivi. Parti del contratto sono, da un lato, il datore di lavoro (non solo imprenditore, anche soggetto non imprenditore) e lavoratore. Nonostante l’apparente chiarezza della distinzione tra lavoro subordinato e lavoro autonomo, cosi come desumibile, rispettivamente dagli artt. 2014 c.c. e 2222 c.c., nei fatti, non sempre agevole procedere alla sussunzione della fattispecie concreta nell’una o nell’altra tipologia di rapporto, se non avendo riguardo alla natura effettiva ed al reale contenuto del rapporto. A tal fine, la Direzione Generale per l’Attivita’€ Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con la circolare n. 16 del 4 luglio 2012, ha fornito, al proprio personale ispettivo, indicazioni operative circa l’attività in cantiere dei lavoratori autonomi.

Un primo criterio di identificazione dei lavoratori consiste, secondo il Ministero, nella verifica del possesso e della disponibilità di una consistente dotazione strumentale, rappresentata da macchine e attrezzature, da cui sia possibile evincere una effettiva capacità organizzativa e realizzativa delle intere opere da eseguire. Occorre, pertanto, accertare se dalla documentazione risulti la proprietà o disponibilità giuridica di questa attrezzatura in capo al lavoratore autonomo. Non rileva, invece, la proprietà o il possesso di minuta attrezzatura, in quanto inidonea a dimostrare un’autonoma attività imprenditoriale. Del pari, anche la disponibilità delle macchine e attrezzature specifiche per la realizzazione dei lavori data dall’impresa esecutrice o dal committente, non rappresenta elemento di genuinità della prestazione di carattere autonomo. Infine, anche la monocommittenza rappresenta un valido indice per valutare se il rapporto sia effettivamente autonomo. Secondo il Ministero, occorre inoltre tenere in considerazione dell’esperienza derivante dalle precedenti ispezioni, supportando gli accertamenti con idonee presunzioni. La Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ritiene, pertanto, che sul piano delle “presunzioni” ove non emergano fenomeni d conclamata sussistenza di un’effettiva organizzazione aziendale –rappresentata da significativi capitali investiti in attrezzature e dotazioni strumentali e non vi sia nemmeno un’inequivocabile situazione di pluricommittenza – il personale ispettivo è tenuto a ricondurre nell’ambito della nozione della subordinazione, nei confronti del reale beneficiario delle stesse, le prestazioni dei lavoratori autonomi iscritti nel Registro delle Imprese o all’Albo delle imprese artigiane adibiti alle seguenti attività:

  • Manovalanza;
  • Muratura;
  • Carpenteria;
  • Rimozione amianto;
  • Posizionamento di ferri e ponti;
  • Addetti a macchine edili fornite dall’impresa committente o dall’appaltatore.

In relazione ai provvedimenti sanzionatori da irrogare, la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali precisa che in tutti i casi di disconoscimento della natura autonoma delle prestazioni, il personale ispettivo è tenuto a contestare al soggetto utilizzatore, oltre che le violazioni di natura lavoristica connesse alla riconduzione delle suddette prestazioni al lavoro subordinato e le conseguenti evasioni contributive, anche quegli illeciti riscontrabili in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in materia di sorveglianza sanitaria e di mancata formazione e informazione dei lavoratori adottando apposito provvedimento di prescrizione obbligatoria ai sensi del D. Lgs. n. 758/1994.

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