Gestione del personale

Start Up imprese innovative e contratti a termine

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n.245 del 19 ottobre 2012, è in vigore dal 20 ottobre 2012 il D.L. Crescita bis, 18 ottobre 2012, n.179. In tale provvedimento, tra le tante misure per la crescita, si segnala una nuova disciplina dei contratti a termine per le imprese innovative nella fase di start up.

Per società start up innovativa si deve intendere una società di capitali, costituita anche in forma cooperativa, residente in Italia, le cui azioni o quote rappresentative del capitale sociale non sono quotate, in possesso dei seguenti requisiti:

  • _ la maggioranza delle quote o azioni sono detenute da persone fisiche;
  • _ è costituita da non più di 48 mesi; 
  • _ ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia;
  • _ a partire dal secondo anno di attività il totale del valore della produzione annua, non è superiore a 5 milioni di euro;
  • _ non distribuisce, e non ha distribuito, utili;
  • _ ha, quale oggetto sociale esclusivo, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico;
  • _ non è stata costituita da una fusione, scissione societaria o a seguito di cessione di azienda o di ramo di azienda;
  • _ possiede almeno uno dei seguenti ulteriori requisiti:
  1. le spese in ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 30% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start-up innovativa;
  2. impiego come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in percentuale uguale o superiore al terzo della forza lavoro complessiva, di personale in possesso di titolo di dottorato di ricerca o che sta svolgendo un dottorato di ricerca;
  3. sia titolare o licenziatario di almeno una privativa industriale relativa a un’invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale.

In caso di possesso dei requisiti sopra indicati, l’art.28 del D.L. Sviluppo bis riconosce la possibilità di applicare un regime speciale ai contratti a termine.
Innanzitutto si prevede la non necessità delle causali nel contratto a termine
I contratti a termine stipulati dovranno avere una durata minima di 6 mesi e una massima di 36 mesi. All’interno di questa fascia, i contratti sono liberamente prorogabili e potranno essere rinnovati senza soluzione di continuità tra un contratto e l’altro.
Raggiunta la durata massima di 36 mesi, un ulteriore successivo contratto a tempo determinato tra gli stessi soggetti e sempre per lo svolgimento delle medesime attività, potrà essere stipulato per la durata residua massima rispetto ai 4 anni dalla data di costituzione della società, a condizione che la stipulazione avvenga presso la Direzione Territoriale del Lavoro competente.
Superati tali limiti, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato.
La retribuzione dei lavoratori è costituita da una parte non inferiore al minimo tabellare e da una parte variabile connessa a parametri di rendimento.
La contrattazione collettiva, per quanto riguarda gli aspetti retributivi, potrà individuare minimi specifici ed elementi retributivi legati alla produttività.

Si ringrazia per le informazioni:

CONSULENZA & SERVIZI
LAVORO – GESTIONE AZIENDALE

DR. MICHELE CORBETTA

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