Mediatori creditizi ed accesso al credito – Legge 141/2010

Si è concluso il “travaso” degli agenti finanziari e mediatori creditizi dai vecchi albi tenuti dalla Banca d’Italia ai nuovi elenchi gestiti dall’Organismo degli agenti e dei mediatori (Oam). Con questo passaggio gli agenti immobiliari non potranno più segnalare mutui ai propri clienti, e tanto meno ottenerne un ricavo. È quanto stabilito dal decreto legge 141/2010 che entra in vigore, dopo due anni transitori.

La segnalazione dei mutui è stata un’attività che molti agenti, attraverso convenzioni con istituti o società finanziarie, hanno svolto da sempre e che ora viene a mancare. Le professionalità in questo modo risulteranno ben definite, separate e prive di commistioni: la specializzazione è la ratio della norma entrata in vigore, ma il rischio è che – in un mercato del credito quasi paralizzato – questo allontani ancor di più il cliente dall’accesso al mutuo. L’aspetto positivo è la qualificazione dei mediatori autorizzati, che d’ora in poi devono prestare grande attenzione alla reputazione: la società di mediazione è responsabile anche per fatti penali riconducibili al mediatore. L’iscrizione agli elenchi dell’Oam è necessaria per esercitare e avviene previo esame: sono esonerati dalla prova solo coloro che effettivamente hanno esercitato l’attività per almeno tre anni nell’ultimo quinquiennio. E non solo: devono almeno aver percepito per questa attività compensi su base annua non inferiori a 5mila euro.

Da oggi gli elenchi tenuti dall’Organismo sono aperti ufficialmente ed è possibile consultarli online, nella sezione Elenchi del sito istituzionale. Di fatto il trasferimento ha scremato di molto la platea degli operatori: i mediatori creditizi iscritti agli albi erano oltre 122mila e oggi sono molte meno le società abilitate. L’Oam ha rispettato i tempi richiesti dalla legge, organizzato le prove d’esame e svolto il lavoro di vigilanza. La riforma, inoltre, prescrive anche la formazione professionale (almeno 60 ore nel biennio) e la stipula di una polizza di assicurazione di responsabilità civile per danni arrecati nell’esercizio dell’attività.

La forte specializzazione richiesta renderà più efficace o complesso il meccanismo di gestione delle pratiche di finanziamento? Ancora non si può dire, ma sicuramente gli agenti immobiliari – a cui viene meno una fonte potenziale di reddito – sono preoccupati dell’impossibilità di parlare di prodotti finanziari ai propri clienti: bisognerà cercare l’appoggio dei consulenti del credito per portare a termine senza intoppi la trattativa, altrimenti la compravendita potrebbe sfumare. Non si potrà più continuare a esercitare da soli, ma sarà necessario formalizzare degli accordi che istituzionalizzino i collegamenti con altri professionisti.

Nel frattempo prosegue anche la “scrematura” degli agenti immobiliari: scade il prossimo maggio 2013 l’obbligo per i titolari delle agenzie di iscriversi al Registro per le imprese presso le Camere di commercio, come previsto dalla direttiva Bolkestein, pena l’impossibilità di continuare a esercitare. Il vecchio Ruolo è stato abolito e, per tutelare il consumatore finale, gli agenti potranno essere identificati con un tesserino rilasciato dalle Camere di commercio (e che può essere ritirato per cessata attività). Purtroppo, ad oggi, molte di loro non hanno ancora recepito il regolamento ministeriale non hanno adeguato le procedure di iscrizione, causando dei ritardi. Le associazioni di categoria, come Fiaip e Fimaa, chiedono di accelerare altrimenti quando scadranno i tempi per le iscrizioni sarà troppo tardi, e molti agenti non potranno più esercitare.

Le riforme, dunque, spingono entrambe le professionalità (mediatori creditizi e agenti immobiliari) nella stessa direzione, quella della chiarezza e della specializzazione. Il rischio è che le due categorie d’ora in poi viaggino parallele, e non si incontrino mai, tantomeno davanti al consumatore finale a cui interessa principalmente la collaborazione tra professionisti e un’offerta integrata. «Si interrompe di fatto un rapporto che sempre c’era stato tra il settore immobiliare e il credito», dice Paolo Righi presidente di Fiaip riferendosi al passaggio, entro il 31 ottobre, dal vecchio albo ai nuovi elenchi come previsto dal decreto 141.

«Gli scopi della legge sono buonissimi, la necessità di professionalizzazione è sentita da tutti. Ma così diventa ancor più difficile per il cliente accedere al credito. Abbiamo sempre chiesto di non interrompere questa filiera per sostenere le compravendite. Nonostante il parere favorevole della VI commissione del Senato, il Governo ha risposto che la segnalazione non rientra nella ratio della legge sulla mediazione creditizia, inibendo qualsiasi forma di segnalazione o consiglio di prodotti. Così i clienti non potranno più avere alcun punto di riferimento in agenzia, subiranno le politiche della loro banca e diminuirà la concorrenza».

Informazioni tratte dal sito: www.ilsole24ore.it