Gestione del Personale – Co.Co.Pro.

Circolare INAIL – co.co.pro. – obbligo assicurativo e aspetti retributivi e contributivi

L’INAIL, per quanto attiene al contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto impartisce le istruzioni in merito al mutato quadro normativo .
La Riforma del lavoro è intervenuta sulla disciplina della collaborazione coordinata e continuativa a progetto, con l’obiettivo di contrastarne un uso non corretto, mediante apposite restrizioni alla possibilità del datore di lavoro di avvalersi di tale tipologia contrattuale.
Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con apposita circolare, ha fornito indicazioni e chiarimenti interpretativi sulle modifiche apportate dalle nuove disposizioni in tema di requisiti del progetto, di corrispettivo dovuto al collaboratore e di profili sanzionatori.

Requisiti del progetto

Si richiama, l’attenzione sui seguenti punti più qualificanti della nuova disciplina:
• I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa devono essere riconducibili a uno o più progetti specifici determinati dal committente e gestiti autonomamente dal collaboratore
• Il progetto deve essere funzionalmente collegato ad un risultato finale e deve individuare il suo contenuto caratterizzante e il risultato finale idoneo a realizzare uno specifico e circoscritto interesse del committente obiettivamente verificabile.
• Il progetto non può consistere in una mera riproposizione dell’oggetto sociale del committente, ma deve avere una necessaria specificità e autonomia di contenuti e obiettivi, pur consistenti in attività rientranti nell’oggetto sociale del committente. Non è genuino il progetto che si traduca in una mera riproposizione dell’oggetto sociale del committente.
L’art. 61, comma 1, stabilisce altresì che il progetto non può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi o ripetitivi.
Pertanto a titolo esemplificativo e non esaustivo, sono da ricondurre nell’ambito della subordinazione, i rapporti instaurati con le seguenti figure:
• addetti alla distribuzione di bollette o alla consegna di giornali, riviste ed elenchi telefonici;
• addetti alle pulizie;
• autisti e autotrasportatori;
• baristi e camerieri;
• commessi e addetti alle vendite;
• custodi e portieri;
• estetiste e parrucchieri;
• facchini;
• magazzinieri;
• manutentori;
• muratori e qualifiche operaie dell’edilizia;
• prestatori di manodopera nel settore agricolo;
• addetti alle attività di segreteria e terminalisti;
• addetti alla somministrazione di cibo e bevande;

Conversione in rapporto di lavoro subordinato

a . presunzione assoluta di subordinazione.
I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attuati fuori da un contratto a progetto sono illegittimi e la sanzione prevista dalla legge è la trasformazione in rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato – forma comune di rapporto di lavoro sin dalla costituzione del rapporto medesimo.
La mancanza del progetto determina dunque una presunzione legale assoluta circa la natura subordinata del rapporto di lavoro , presunzione che si applica se nel contratto di collaborazione:
• manca l’indicazione del progetto, senza possibilità per il datore di lavoro di fornire la prova contraria – ovvero se
• il progetto si limita a riprodurre l’oggetto sociale dell’impresa.
b. Presunzione relativa di subordinazione (attività analoghe a quelle dei dipendenti).
Tenuto conto delle finalità antielusive della Riforma del lavoro, sono sanzionate anche le ipotesi in cui si ricorre al lavoro a progetto per dissimulare rapporti di lavoro subordinato.
Tale aggiunta configura una presunzione relativa di subordinazione, a decorrere dalla data di costituzione del rapporto, nel caso in cui l’attività del collaboratore sia svolta con modalità analoghe a quelle del personale dipendente dell’impresa committente. In caso di contestazione è onere del committente fornire la prova che il rapporto rientra nell’ambito delle collaborazioni coordinate e continuative a progetto.
La presunzione relativa non trova applicazione per le prestazioni di elevata professionalità.

Regime transitorio

Le nuove disposizioni si applicano ai contratti di collaborazione stipulati dopo il 18/7/2012, data di entrata in vigore della legge n. 92/2012.
il corrispettivo nel contratto a progetto
La nuova disciplina prevede un compenso minimo del collaboratore proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro e stabilisce che non possa essere inferiore ai minimi salariali applicati nel settore medesimo alle mansioni equiparabili svolte dai lavoratori subordinati, dai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro più rappresentative sul piano nazionale.
Per retribuzioni minime si intendono i minimi tabellari determinati dai contratti collettivi di categoria e non tutto il complesso delle voci retributive previste dai contratti medesimi.

Obbligo assicurativo

L’obbligo assicurativo INAIL del personale occupato con contratto di collaborazione coordinata e continuativa a progetto continua a essere assolto secondo le condizioni previste per i lavoratori parasubordinati . Il premio assicurativo dovuto – ripartito nella misura di un terzo a carico del lavoratore e di due terzi a carico del committente – è calcolato in base al tasso applicabile all’attività svolta, sull’ammontare delle somme effettivamente erogate al collaboratore, nel rispetto dei limiti minimo e massimo previsti per il pagamento delle rendite erogate dall’Inail.

Si ringrazia per le informazioni:

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