Tutti bravi nelle commemorazioni, un po’ meno nei comportamenti…

Il mondo in lutto, giustamente, per la morte di Mandela. Grande uomo, grande esempio. Tutti a dire, a piangere, a ricordare. Puntuale in questi giorni arriva il cordoglio unanime dei capi di stato, delle personalità eccellenti, degli sportivi, dei cantanti, dei telegiornali e della gente comune. Tutti ad elogiare una figura importante, straordinaria, eccellente per il nostro secolo. Tutti improvvisamente si commuovono davanti ad una figura che rappresenta i valori di libertà ed uguaglianza. Una figura che ha combattuto e sconfitto i cattivi. Tutto vero, verissimo. Come sempre sull’onda emotiva si diventa tutti un po’ più buoni  nel ricordo di una simile figura, ci si emoziona per ciò che ha passato e per quello che ha insegnato. Oltre a Mandela, ultimo esempio in ordine di tempo, è ormai diventato un classico sentirsi buoni ed uniti nelle commemorazioni: quando affonda un barcone, quando c’è l’alluvione, quando si ricorda la strage alla stazione (Bologna)… Allora ecco che scatta la gara della bontà e della solidarietà a tutti i livelli. Bene, benissimo è giusto dare tutti il nostro contributo. Ma la domanda nasce spontanea: come mai serve sempre una strage per rendersi conto che forse ogni giorno si potrebbe fare qualcosa di più? e di meglio? Come mai non ci si rende conto di ciò che si ha fintanto che non lo si prede? ed infine: come mai, finita la sbornia da commemorazione tutti si tace e si torna al solito trantran..? Come mai nonostante le tragedie siano ormai quotidiane: stupri, violenze, guerre, furti e ruberie di ogni genere continuiamo a commemorare anziché cambiare modo di fare?

Forse sarebbe il caso di cominciare a cambiare abitudini, basta commemorazioni! Facciamo che il nostro stile di vita sia dettato da buone azioni. Anche piccole ma costanti e quotidiane. A cosa serve ricordare se poi non mettiamo in pratica quello che abbiamo imparato. Troppo facile fare la lacrimuccia da coccodrillo davanti a Mandela e poi però non paghi il tuo dipendente, il tuo fornitore o maltratti i tuoi figli.

Oggi è il compleanno di Papa Francesco e per uno come me che non basa certo la propria vita sul “Credo” cristiano è bello vedere come una personalità così importante sia un esempio concreto di buone azioni e di insegnamenti da seguire. Credo che negli ultimi mesi sia stato un vero esempio si serietà e concretezza al di là della religione che rappresenta. Ecco, speriamo che l’umanità tutta impari ad osservare e praticare di più le buone azioni piuttosto che continuare a commemorare per rinfrescarsi e ripulirsi la propria coscienza…

Mi viene anche da pensare che probabilmente in questo momento mentre gli eredi di Mandela si staranno facendo la guerra per accaparrarsi qualche fetta del patrimonio lasciato… il buon Francesco si venderebbe il suo “patrimonio immobiliare”, quello della Chiesa, per aiutare le presone sofferenti.

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