Siamo sicuri che l’uomo sia un essere intelligente? Parte 1…

L’altro giorno osservavo mio figlio mentre giocava con il suo biberon ed il suo ferma-ciuccio. Il gioco consisteva nell’inserire il prezioso porta ciuccio, che essendo dotato di una piccola catenella risultava di difficile manipolazione per un bimbo di 18 mesi,  all’interno del biberon stesso. Ecco che dopo qualche tentativo andato a vuoto, il piccolo genio (che certamente genio non diventerà visto il padre) riesce a centrare l’obiettivo ed a capire il meccanismo perfetto per ripetere in seguito la stessa operazione. Mentre lo osservo con la venerazione estasiata del padre penso a quanto queste testoline, a volte capricciose, siano intelligenti. Quanto,nonostante la loro piccola età, siano capaci di ragionare e di capire. Allora pensi che, se questi sono i presupposti… chissà da grande. Poi pensi e rifletti sul fatto che noi tutti ci si vanti di essere animali intelligenti. Poi rifletti ancora una pochino su ciò che ti accade intorno ogni giorno. A parte i politici, gli omicidi, le guerre, le malefatte di ogni genere che ormai sono parte integrante della normale routine a cui non si fa più caso, rifletto sull’ormai triste e consolidata situazione del declino o cambiamento del mercato immobiliare iniziata nel 2008 e che ancora oggi pochi riescono a capire. Ebbene nonostante all’interno del mercato siano cambiate le regole, i prezzi, le modalità di acquisto, i tempi di vendita, le formule di trattativa e nonostante gli esperti e professionisti di ogni livello si siano dannati per spiegare che tutto è diverso da com’era prima…. ebbene nonostante tutto e tutti e nonostante sarebbe chiarissimo pure a quel piccolo esserino di 18 mesi… ecco il concetto non riesce ad entrare in zucca alla maggior parte dei presunti esseri intelligenti di età molto più adulta. O meglio, tutti asseriscono di averlo capito, poi però… il ritornello è sempre lo stesso. “non devo svendere…” “il prezzo è troppo basso” etc.

Eppure se si usasse un po’ di più la testa sarebbe facile comprendere che in un mercato come questo di lati positivi se ne possono trovare. Un esempio su tutti.  Se è vero com’è vero che vendo ad un valore più basso, è altrettanto vero che compro e trovo ad un valore decisamente più basso e quindi:

  1. imposte d’acquisto più basse (imposta di registro / Iva / Notaio)
  2. minor mutuo da fare per comprare, quindi minori interessi da restituire alla banca
  3. rata mensile più bassa, quindi maggiore disponibilità per la famiglia

Insomma spendere meno non è un vergogna, semmai un’opportunità da cogliere. Se per fare questo devo vendere ad un valore “basso” chi se ne frega… Sarà stupido ragionare così? io non lo so, forse sarà pure poco intelligente ma sicuramente conveniente per chi vuole soddisfare il proprio bisogno di casa.

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