Passi 11 anni di vita e lavoro a dare il meglio che puoi, sempre dritto. Attento a dare il meglio con clienti, colleghi ed azienda. Dedichi tutto il tuo tempo a comportarti da persona per bene e da professionista serio anche quando ti verrebbe voglia di fare tutto il contrario. Niente, sempre sul pezzo. Tanto, pensi in cuor tuo, che arriverà un giorno in cui la tua dignità di uomo e professionista verrà apprezzata. Ed ecco puntuale che arriva! Il giovane rampante, appena arrivato insinua, senza sapere e senza conoscere. Ti aspetteresti che chi ti conosce bene lo metta subito al suo posto, senza se e senza ma. Non succede. Anzi, ascolto basito i commenti dei colleghi. Qualcuno dice che forse c’è un problema di mancanza di comunicazione. Qualcun altro chiede di avere una mail per verificare se la procedura è contemplata nel regolamento… Siamo al paradosso, mi sembra di stare in una rappresentazione del teatro dell’assurdo. Godot stavolta arriverà via mail, o forse no!?
Mi verrebbe da osservare che, vabbè così è la vita. Certo, forse lo è per molti. Non per chi una dignità ce l’ha e non intende metterla in discussione.
Mi sarei aspettato rispetto. Ricevo attestati di silente tristezza.
Chi mi conosce bene sa che la tristezza è una sensazione che non mi appartiene, la lascio agli altri. Preferisco guardare avanti e pensare che il mondo è pieno di opportunità e persone positive. Forse non è ancora arrivato il giorno giusto… devo solo avere pazienza ed aspettare.
In fondo il tempo rimetterà ogni cosa al suo posto ed io dimenticherò questo retrogusto amaro.
Pensavo fosse amore e invece non era nemmeno un calesse!
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