Tutto sempre mi è dovuto, a prescindere. Che tristezza.

Che strano questo mondo e che strane le persone. Sempre bravi e gentili, sempre comprensivi e garantisti, sempre deontologicamente corretti e rispettosi, sempre! Sempre fin tanto che non tocca a loro esserlo davvero ed in prima persona. Fin tanto che non tocchi a loro un presunto torto o il dover comprendere l’altro o l’altrui problema. Certo perché fin tanto che si parla di teoria va tutto bene, ma quando bisogna andare un po’ oltre allora no!. Allora cambia la musica, cambia il tono, cambiano tutti i presupposti perché tutto mi è dovuto a prescindere e comunque. Chi se ne frega se l’altro ha avuto un problema o una situazione da sistemare se ciò crea a me un disagio. Perché a prescindere tutto mi è dovuto, perché a prescindere io sono nella ragione, perché a prescindere ho i miei diritti, perché a prescindere non ricordo più da aver anche dei doveri. Doveri, appunto. Perché almeno il dovere di ascoltare, di cercare di capire il punto di vista dell’altro o semplicemente il dovere di essere coerenti con l’atteggiamento ben pensante e positivo sbandierato (in teoria) prima del presunto (o vero) torto subito bisognerebbe averlo o perlomeno ricordarselo!

Accade così che si sottoscrive un accordo economico ormi 9 mesi fa con la promessa (preliminare ) di rogitare a gennaio 2023. Purtroppo la burocrazia bancaria allunga i tempi e chi doveva saldare il conto è costretto ad attendere. Di conseguenza anche chi doveva incassare, attende, con pazienza e senza fiatare, eventi che non dipendono certamente da lui. Con 7 mesi di ritardo sui tempi la burocrazia fa il suo corso ma nel frattempo un problema insorge in capo a chi doveva vendere. Ecco, per risolvere il problema, ci vorrebbe del tempo. Ma a questo punto, no! Non possiamo aspettare, non possiamo attendere di capire, non possiamo ascoltare cosa o come si possa fare. Ora, quale sia il problema, grande o piccolo che possa essere credo ci debba essere sempre un minimo di comprensione e rispetto. Perché porre i propri diritti sempre e comunque a prescindere non è rispettoso nei confronti degli altri, soprattutto se nel frattempo, gli altri hanno avuto con te pazienza e rispetto.

Ecco il sunto di una storia vera, triste nei contenuti umani. Il resto sarà sicuramente risolvibile, magari con tempi lunghi, chi lo sa. Verrebbe voglia di ricordare a questi signori che con il buon senso, il rispetto, il dialogo si possono risolvere molte questioni. Anche le più complicate, certo se il presupposto è la comprensione dell’altro. Se invece esiste solo il mio esclusivo, giusto e supremo punto di vista a prescindere, allora non ci sono speranze.

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