Con una sostanziale virata dell’ultimo momento, il Governo decide di scommettere ancora sui bonus edilizi come leve di sviluppo del settore delle costruzioni e dell’immobiliare. Messo da parte il decalage progressivo triennale delle due agevolazioni, entrambi i bonus sono intanto prorogati di un anno secco senza riduzioni di aliquota: al 65% l’ecobonus per il risparmio energetico, al 50% quello per le ristrutturazioni semplici. Un bel colpo per il settore. Questo regime varrà fino al 31 dicembre 2014.
L’alleggerimento degli strumenti comincerà invece a partire dal 2015: il bonus energetico scenderà al 50%, quello per gli interventi semplici scenderà al 40%. Nel 2016, poi, tutto tornerà al 36% come già previsto dall’attuale legislazione ordinaria.
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Il commento
Tutto buono ed interessante. Incentivare l’utilizzo di energie pulite e rinnovabili oltre a sostenere una riqualificazione del patrimonio immobiliare è meritevole di attenzione. Il rischio però che tutto resti un sano principio espresso solo sulla carta ma difficile da realizzare è piuttosto concreto viste le esigue finanze del cittadino. Chi potrebbe invece aiutare seriamente tale sviluppo è il sistema bancario che, ancora una volta, è tenuto fuori da un impegno concreto. Lo stato dovrebbe certamente incentivare quest’attività ma allo stesso tempo “coinvolgere” per non dire “obbligare” i signori dell’alta finanza a sostenere,per legge tali progetti con tassi e condizioni vantaggiose. Infatti, spesso e volentieri le richieste di credito vengono negate e quand’anche vengono concesse i tassi sono a dir poco alti… A volte fatti due conti non conviene proprio visto che il capitale lo devi anticipare subito, gli sgravi li hai in dieci anni ed il tasso mi mangia parte dell’incentivo…
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