Prima o seconda casa – Le cose da sapere

Come sempre, come al solito, come solo in Italia. Ogni anno, ogni governo, ogni volta la solita storia. Adesso è il turno della legge di stabilità e della solita manovrina utile per far quadrare i conti e per regalare le solite perle sparate dai soliti politici e non solo di turno. Da Letta che si ritiene soddisfatto ai sindacati che minacciano scioperi alla Confindustria che… si poteva osare di più. Il solito gioco delle parti, il solito gioco delle tre carte che toglie una tassa ma ne mette un’altra con un nome diverso… Noi i soliti pirla che alla fine paghiamo, paghiamo, paghiamo.

Ecco cosa cambia per finta e per davvero sulla prima e seconda casa…

L’Imu è stata abolita del tutto? Cosa sono la Trise, la Tasi e la Tari? No, l’imposta sparisce solo per l’abitazione principale e per le residenze assimilate all’abitazione principale. Per quest’anno il tributo non si pagherà del tutto (a condizione che il decreto venga approvato senza modifiche in materia) mentre per gli altri immobili l’Imu rimane in vigore con le regole attuali. La legge di stabilità invece ha istituito su tutti gli immobili, residenziali e non, una nuova tassa, il Trise, tributo sui servizi comunali, che si pagherà in quattro rate annuali. Il tributo è articolato in due parti. La prima è il Tari, nuova denominazione per la tassa rifiuti, la seconda è il Tasi, una nuova tassa sui servizi indivisibili che avrebbe la funzione di finanziare i costi (come l’illuminazione pubblica) che non vanno a vantaggio di un’unità immobiliare ma di tutta la cittadinanza, questo almeno in teoria. In pratica si tratta di un’Imu travestita che perlomeno ha il vantaggio, per i possessori di abitazione principale, di costare meno della vecchia tassa. Lo vediamo nella tabella che abbiamo elaborato partendo dall’ipotesi che i comuni applichino l’aliquota dell’1 per mille, calcolata sulla medesima base imponibile dell’Imu, e quindi rendita catastale originaria rivalutata del 5% e moltiplicata per 160.. C’è un deciso risparmio rispetto alla vecchia Imu, ma come è ovvio l’operazione è fortemente regressiva: più la casa vale, almeno per il Fisco, maggiore è il vantaggio del contribuente. Come si può vedere a Milano su una casa A/2 si risparmierebbero rispetto all’Imu pagata nel 2012 549 euro, a Roma 592. Il comune potrà scegliere come modulare l’aliquota, eliminando del tutto la tassa o esentando fasce di contribuenti a seconda del reddito. Con l’Imu prima casa le casse pubbliche avevano incamerato circa 4 miliardi di euro e si era calcolato che applicando un’imposta senza ulteriori detrazioni dello 0,2% l’introito sarebbe stato equivalente. Con un’aliquota applicata a tutti dello 0,1% nelle casse municipali confluiranno due miliardi di euro in meno.

Articolo tratto da Corriere.it – Vedi articolo completo

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