Cambiare il mercato? Facciamo noi autocritica e cambiamo le regole

Inutile continuare a dire del mercato immobiliare in difficoltà. Lo sappiamo. Inutile stabilire o continuare a spiegare il perché ed il percome di questa situazione. Ma mai come in questo momento sarebbe il caso di fare una seria analisi dei pregi e difetti di una categoria ed una professione che necessita di una svolta epocale. Per uscire dalla situazione di stallo in cui si è piombati forse oggi più che mai è necessario ricominciare da noi. Dai protagonisti di questo mercato. Perché in momenti come questi serve un’attenta analisi delle nostre mancanze, dei nostri difetti, delle nostre aree di miglioramento. Sento e leggo molti commenti in molte aziende, tra la gente, sui giornali ed ho la sensazione che tutti siano alla finestra ad aspettare che qualcosa accada. Mi sembra di vedere un continuo atteggiamento sbagliato al problema. Come se questo momento così difficile fosse una montagna grande ed insormontabile ferma lì davanti a noi. Se è vero che la sensazione di avere un gigantesco Everest di problemi davanti a noi e tutti da scalare è altrettanto vero che cercare di scalarlo senza una preparazione adeguata è impossibile. Probabilmente anche con la preparazione giusta oggi sarebbe difficile. Allora perché non proviamo a cambiare prospettiva? Perché anziché stare col naso all’insù a guardare verso la cima non proviamo a guardare dentro di noi? Magari troveremmo nuovi stimoli, nuove risorse, nuovi stili di vita/lavoro che ci daranno una nuova consapevolezza del presente e una nuova prospettiva per il futuro. Magari, visto che c’è tempo a disposizione, si potrebbe cominciare a riflettere seriamente su nuove regole di comportamento etico e professionale. Si potrebbe anche pensare, senza essere troppo filosofi, che certe regole andrebbero cambiate. Ad esempio si potrebbe rendere obbligatorio l’incarico di vendita/affitto solo scritto con relativa documentazione allegata e conferito ad un solo soggetto regolarmente iscritto alla Camera di Commercio ed abilitato. Per legge e verificabile dal cittadino, pena sanzione e denuncia seria al mediatore.

Una regola semplice, semplicissima che avrebbe concreti e positivi risvolti per il mercato, gli operatori, il cliente:

  • diminuirebbero gli immobili proposti in vendita sul mercato. Minori doppioni in giro, minori perdite di tempo sgradevoli, soprattutto per il cliente, che si ritrova a vedere lo stesso immobile con agenzie diverse a condizioni diverse. Basta con queste figuracce, poi tutta la categoria ne esce con le ossa rotte.
  • un solo operatore autorizzato e con tutta la documentazione alla mano trasmette maggiore fiducia e soprattutto è in grado di dare indicazioni precise al cliente. Sarebbe inoltre responsabile di eventuali comunicazioni non veritiere. Niente di diverso rispetto ad altri professionisti come Notai, Avvocati, Commercialisti, etc.: provate a dire ad un Notaio che gli date la pratica da fare ma che l’avete data anche ad altri Notai e che andrete da chi prima si briga… oppure prova a dire al commercialista di farti la dichiarazione e che comunque hai dato i documenti anche ad altri e quello che mi farà spendere di meno avrà la priorità… Io non ritengo di essere meglio di altri professionisti ma la mia dignità di professionista, lavoratore, uomo non la baratto per quattro spiccioli… sebbene mi facciano pure comodo. Nonostante ciò la categoria continua a sputtanarsi con questi atteggiamenti anche in momenti come questi dove il privato ha bisogno del nostro aiuto per vendere!
  • L’operatore autorizzato, che andrebbe inserito nell’inserzione pubblicitaria (come per la classe energetica e se permettete noi valiamo molto di più!!!), avrebbe un riscontro d’immagine decisamente positivo. Il cliente saprebbe a chi rivolgersi e l’operatore trasparente non avrebbe nulla da nascondere.

Una regola semplice semplice cambierebbe tante cose. Ora abbiamo il tempo per pensarci ma perché non c’è nessuno che si prodiga per fare qualcosa. Ho la sensazione che come al solito si stia perdendo l’occasione per cambiare in meglio la nostra situazione. E’ comprensibile che le catene in franchising e le associazioni di categoria se dovessero fare qualcosa di estremamente restrittivo e professionale si troverebbero a perdere associati… però bisogna sacrificare qualcosa tutti ora per garantirci un futuro serio e sereno. Per noi professionisti, per la categoria in sé e soprattutto perché i clienti possano davvero avere fiducia di noi. Le parole non bastano più.

Speriamo che qualcuno si dia da fare.

2 commenti

  1. sono pienamente d’accordo con te, ho molti dubbi che la nostra categoria riesca a fare quello che tu auspichi sia il meglio per crescere ed affrontare la montagna, il problema principale è che gli agenti immobiliari non hanno ancora capito i vari passaggi avvenuti negli anni. Mi spiego meglio: all’inizio si era mediatori, poi ci si è strutturati ( ufficio, pubblicità, computer, ect….) e si è diventati agenti immo biliari, chi è cresciuto professionalmente oggi è un consulente immobiliare, gli altri sono rimasti mediatori con il vestito bello della domenica, agente immobiliare.
    Per me la figura dell’agente immobiliare non è mai esistita , se non solo nelle strutture in franchising.

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  2. Brava Maria, concordo pienamente. Aggiungerei che, poiché siamo in Italia, piuttosto che legiferare bene un settore così delicato si lascia tutto nell’oblio dove tutti ci possono sguazzare… belli, bravi, brutti e cattivi. Io però penso positivo e credo che alla fine resteranno solo i bravi professionisti, seri e preparati. Buona giornata e buon lavoro.

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