Tutti pazzi per i pazzi, quelli normali non interessano…

Oggi funerale per il ragazzo ammazzato prima di una partita di calcio. Gli hanno sparato, sicuramente non c’era motivobimbo-perplesso1, sicuramente chi ha sparato non pagherà mai abbastanza. Dispiace per il ragazzo e per chiunque perda la vita in modo così assurdo. Oggi e da qualche giorno ormai televisioni e giornali non parlano d’altro, guarda caso, il ragazzo è di Scapia e via di leggenda metropolitano-partenopea. Commozione generale, calciatori e ultras da tutta italia per un martire in onore allo sport. Mah. E’ arrivato pure Genny ‘a corogna (quello che ha dato l’ok alla partita di finale di coppa Italia dopo aver preteso un colloquio con il capitano del Napoli). Una sorta di martire, di eroe, chissà poi perché. Il dubbio che se fosse stato il classico bravo ragazzo che va alla partita tranquillo tranquillo forse non si sarebbe trovato sulla traiettoria del proiettile ce l’ho… Adesso diventerà un martire come Giuliani, quello che con il passamontagna tirava un estintore al carabiniere. Poi altra notizia del giorno straordinaria è la Sig,ra Franzoni, condannata in via definitiva per la morte del figlio, non indagata, si noti bene, ma condannata in via definitiva, che viene mandata ai domiciliari a scontare il residuo di pena… a casa ha altri due figli. Di questo si parla e di questo si fanno comizi e discussioni come se fosse la normalità. Forse sarà normalità di un assurdo paese Italia e della sua libera informazione. Che si debba parlare e discutere di problemi seri e controversi è legittimo ed anche doveroso ma dar spazio sempre a situazioni quantomai eccessive e poco normali mi sembra una sorta di autolesionismo diseducativo ed inutile.

L’attenzione è rivolta sempre e solo a persone fuori da ogni schema che alla fine passano quasi per eroi o ancor più spesso vittime di situazioni pseudo-normali. Esistono invece situazioni che nella loro tragicità meritano attenzione come la lunga serie di bambini ammazzati sulle strisce pedonali che è cronaca di questi giorni. Ma forse il macabro rituale di cavalcare il morto ammazzato napoletano, di Scampia, figlio degli ultras di tutta italia, di uno sport planetario come il calcio con interessi ed ascolti sempre in ascesa è un’opportunità da non lasciarsi scappare. Lacrime di coccodrillo a non finire, frasi fatte, trite e ritrite che si susseguono. Tutti a battersi il petto per dire basta e che queste cose non devono più accadere… politici, gente comune, protagonisti del pallone…. bla, bla, bla.

Nel frattempo del dramma dei bimbi falciati sulle strade e delle loro famiglie non si parla. Di donne vittime di violenza domestica aspettiamo la prossima vittima mentre di chi è alla ricerca di un posto di lavoro inutile parlare, tanto è la solita solfa che non interessa a nessuno. Tutto troppo normale, non interessa.

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