Non c’è un prezzo di mercato, se il mercato non c’è…

I valori (o il calcolo del valore) dei beni immobili sono sempre stati un cruccio degli operatori e dei clienti. L’eternavendesi_casa450 discussione tra la valutazione per metro quadrato ed il rapporto con il piano, la zona d’ubicazione ed i servizi offerti ha sempre intrigato professionisti, compratori e venditori. Ognuno con le proprie ragioni, ognuno con le proprie convinzioni, tutti con il medesimo riscontro di un mercato immobiliare brillante o interessante. Ovviamente quando la richiesta è forte e l’offerta esigua si riesce sempre a trovare un potenziale compratore. Il prezzo di vendita trova un riscontro oggettivo d’interesse in relazione ad una richiesta reale, effettiva. L’immobile trovando possibile collocazione o, per meglio dire, trovando comunque potenziale clientela disponibile e con disponibilità economica è facilmente piazzabile ad un prezzo allineato al mercato di riferimento. Il mercato è fatto e regolato in funzione di parametri come la domanda e l’offerta. Ora, in questo momento in cui l’offerta è immensa ed in cui la richiesta è decisamente scarsa (per non dire scomparsa) è difficile stabilire o sentenziare che esista un vero mercato. Inoltre, anche quand’anche vi sia una piccola richiesta, la stessa è penalizzata da difficoltà di accesso al credito e insicurezza (per usare un eufemismo) nel settore lavorativo, oltre ad una tassazione generale sugli immobili impressionante…

Ne consegue che in questo momento non esista più un mercato. Non vi sono più dei parametri oggettivi. Non c’è più una scala di valori… Chi ha bisogno di realizzare per l’incapacità di sostenere la rata di mutuo o per sopperire a difficoltà finanziarie è costretto a rivedere il prezzo di vendita ben al di sotto dei parametri, per così dire, minimi di riferimento. Chi vuole acquistare deve far fronte alla difficoltà di accesso al credito, a risorse esigue, a minori percentuali di finanziamento che concedono gli istituti o al minor realizzo del proprio immobile anch’esso penalizzato dal mercato…

Pertanto, non c’è più un valore di mercato oggettivo, esiste bensì il valore che ti viene offerto. Quello che ti offre fisicamente un potenziale compratore, quello è il valore a cui bisogna pensare come oggettivo valore… il resto sono chiacchiere da bar.

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