Agente immobiliare: ovvero l’involuzione della specie

L’uomo o l’animale in genere nel corso della propria vita ha imparato ad evolversi in funzione dei cambiamenti. Tutti gliimages (5) esseri viventi, in funzione dei cambiamenti ambientali, hanno saputo evolvere il loro stile di vita per riuscire a sopravvivere ai cambiamenti. Da esseri pensanti hanno recepito le informazioni di cambiamento e di conseguenza hanno modificato il loro status per contrastare ed adattare il cambiamento ai propri modus vivendi. L’unico soggetto pensante che in questi anni, nonostante il palese modificarsi dell’ambiente circostante e delle sue carenze che ne impedivano un continuo sviluppo / sopravvivenza della propria specie è: l’agente immobiliare. L’unico che nonostante la crisi o per meglio dire, la mutazione genetica dell’ambiente circostante, non è riuscito a cambiare le proprie abitudini è l’agente immobiliare. Il mercato immobiliare è cambiato. I clienti sono cresciuti e sono più competenti. I valori di riferimento sono diversi. Le trattative non si concludono più come una volta e con i tempi decisionali di una volta. Le condizioni di accesso al credito sono mutuate. Le risorse e le disponibilità finanziarie dei clienti sono diminuite… La disponibilità di offerte è aumentata in maniera esponenziale, i tempi di vendita/locazione si sono dilatati. Le problematiche tecniche, fiscali, giuridiche sono sempre più complesse e come se non bastasse le competenze richieste al professionista sono maggiori rispetto al passato.

Dato un quadro così complesso inserito in una situazione estremamente diversa dagli standard abituali in cui nasce e si evolve la professione dell’intermediazione immobiliare moderna (1986 – 2008) e dato un periodo di forte e drammatico cambiamento, anche culturale, avvenuto negli ultimi anni (2008 ad oggi) il mediatore avrebbe dovuto fare qualche cambiamento… avrebbe appunto. In realtà siamo sempre alle stesse modalità operative ed alle stesse regole a cui siamo stati abituati fin dai bei tempi in cui tutti e tutto si vendeva.

Addirittura in un momento in cui bisognerebbe “cambiare” c’è chi continua a proporre di tutto e di più in maniera approssimativa, quando semmai si dovrebbe fare una selezione attenta ed accurata di ciò che si propone… oppure aumenta le provvigioni richieste per compensare le minori vendite/trattative a disposizione. Di cambiamento neanche l’ombra. Gli immobili si trattano sulla parola, si trattano tutti anche senza troppe verifiche, si chiedono provvigioni da ambo le parti a volte senza nemmeno una pezza professionale da spendere… Ovviamente parlo in generale e senza offesa per alcuno, sia chiaro. Anzi diciamo pure che è pura autocritica.

In realtà la possibilità di evolversi esiste. Certo richiede fatica fisica e mentale. Soprattutto mentale. Difficile infatti resistere alla tentazione di trattare un immobile… anche quando non ti danno tutta la documentazione ed un’autorizzazione scritta. Se poi lo si reputa interessante, azz… Difficile fare squadra tra agenti professionisti e decidere che un incarico di vendita non possa essere affidato a più di 2/3 soggetti qualificati. Se così fosse ci sarebbero in giro meno offerte sul mercato e magari un filo in più di prodotti qualificati e selezionati. Forse anche una concorrenza più leale e collaborativa. Con soddisfazione maggiore per i clienti.

Ancora più difficile rinunciare alla provvigione da parte dell’acquirente… Eppure nel nostro ordinamento giuridico è previsto il mandato a titolo oneroso, vale a dire, l’incarico da una sola delle parti che ti paga per svolgere il tuo lavoro di agente, pagandoti magari i costi pubblicitari, ma non consentendoti di chiedere provvigioni all’acquirente. Certo difficile, certo forse qualche soldino si perde… forse. Perché ci sono anche alcuni acquirenti che troverebbero molto interessante risparmiare le spese di mediazione e probabilmente ci sarebbero altrettanti venditori che affiderebbero volentieri l’incarico esclusivo di vendita così che ai potenziali acquirenti non vengano richieste spese per la mediazione.

Forse cambiare è faticoso, pensarci un po’ meno. Fa riflettere il fatto che si pensi poco in tal senso…

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