Quant’è meglio un bel silenzio… (certe volte).

Tante volte è meglio far finta d’esser scemi piuttosto che parlare e rischiare di mostrare silenziod’esserlo davvero. Qualche volta bisognerebbe che il buon gusto ci inducesse in un pacato e misterioso silenzio piuttosto che mostrare un elegante ed articolato enunciato pieno di vuoti concetti e privo di concreti principi.

Tante volte vale di più un educato silenzio di un offensivo sproloquio per giustificare vuoti e mancanze. A volte è meno offensivo un silenzio di un’assordante e falsa giustificazione.

Insomma, in un rapporto tra persone in genere o durante una trattativa, non sempre si ottiene un buon risultato con l’assillo di voler spiegare o giustificare a tutti i costi ciò che non siamo in grado di fare o di conoscere. Non sempre giustificare nostre mancanze con affermazioni “fantasiose” (per non dire banali) ci evitano magre o imbarazzanti figure… Forse in molti casi un bel tacere non ci espone alla manifesta e planetaria figura di m…,

Tante volte invece un bel “non so”, “non sono in grado”, “non sono all’altezza”, “non posso”, “non ho una risposta o una soluzione”… magari non cambieranno l’esito di una trattativa ma perlomeno non ci esporranno alla definitiva e pessima figura davanti al nostro interlocutore.

Certe volte stare zitti non è segno di debolezza, semmai di rispetto verso gli altri. Soprattutto quando pur avendo una posizione/idea diversa si ha massimo rispetto dell’altro.

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