Il valore delle case oggi… e le perizie

E’ di ieri una discussione con una banca che davanti ad un cliente con i soldi sul conto corrente, con redditività certa, con papà garante con in dote qualche immobile e qualche titolo, con preliminare di compravendita sottoscritto a prezzo vero… non concede il mutuo perché la perizia della società incaricata è bassa e quindi finanziando l’80% del valore di perizia il valore erogabile sarebbe inferiore a € 50.000 e poiché la Banca non ritiene conveniente erogazioni sotto i 50.000 euro… tanti saluti e baci. Niente mutuo. Il cliente che comprerebbe la casa per un valore di € 75.000 e che pur avendo disponibile una somma di ca. € 40.000 e richiedendo un mutuo di € 60.000 con papà garante dovrà probabilmente rinunciare e di conseguenza chi sperava nella vendita, non per diletto, ma per risolvere problemi personali seri dovrà anch’egli rinunciare. Fantascienza? No tutto vero, dimostrabile.

Ecco che una società, sicuramente seria ed in buona fede, che viene incaricata di periziare un bene immobile stronca una compravendita immobiliare che non è frutto di azioni truffaldine ma di un accordo serio tra due parti interessate. A scanso di equivoci dirò che conosco la trattativa e tutti i dettagli non per aver fatto da mediatore, e quindi non interessato per profitto, ma per esserne stato coinvolto solo per aiutare le parti ad espletare tutte le varie pratiche della compravendita. Non solo, l’immobile oggetto della compravendita è derivante da una successione… una dolorosa faccenda di un caro ragazzo morto in un incidente in montagna, fratello del venditore e mio caro cliente.

Se è vero che agli istituti bancari ed ai periti di queste faccende nulla importa è altrettanto vero che in questo caso si parla di valori veri compravenduti. Di importi che, per chi come me conosce il mercato non in teoria ma perché ci lavora da molti anni, sono ben al di sotto della media anche in considerazione di questo mercato difficile ed inflazionato. Di valori che le parti hanno liberamente concordato.

Tutto questo per dire che il valore degli immobili è opinabile e discutibile. Non v’è certezza alcuna di avere qualche riferimento oggettivo. Una società incaricata dalla banca perizia un valore, l’Agenzia delle Entrate stima a sua volta un valore (in questo caso un valore x mq. superiore a quello della Soc. incaricata – ma forse sbaglia), il sottoscritto che conosce il mercato stima un valore leggermente più alto alla Soc. incaricata e molto vicino a quella dell’Agenzia delle Entrate ma forse sbaglio… Insomma non c’è un valore di riferimento ed ognuno è libero di dire la propria opinione, evviva! Strano che quelli bravi e seri siano sempre quelli incaricati mentre gli altri siano sempre dei pirla. Probabilmente vale per il sottoscritto ma per i dati rilevati dalle compravendite effettive dell’Agenzia delle Entrate? Ma si dai, saranno anche loro dei pirla che s’inventano dei valori, mica si mettono a leggere tutti gli atti!

Forse sarebbe più serio e realistico pensare che i valori reali siano quelli che il cliente è disposto a spendere. Forse al di là di tutte le considerazioni legittime il vero valore è quanto il compratore è disposto ad offrire per un bene. Nel caso specifico dopo molto tempo si è fatto avanti un compratore che ha fatto un’offerta precisa… era disponibile a pagare un prezzo per lui soddisfacente… ma forse scherzava o  forse non capisce un caz.., o forse non aveva sotto mano il numero del perito!

 

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