Condizione sospensiva, capriccio di buon senso…

Quando si sottoscrive un contratto di compravendita sono molti gli aspetti da considerare: il prezzo, la provenienza, le ipoteche, i vizi, le servitù e così via. Tanti aspettiBush telephone e condizioni che possono rendere il contratto efficace ed interessante tra le parti. Quando però il contratto è condizionato al verificarsi di situazioni particolari e non determinabili tra le parti la “condizione sospensiva” diventa essenziale per portare, o meno, a compimento un accordo tra le parti. Per condizioni terze, ad esempio, s’intende un permesso di costruire, un cambio di destinazione d’uso, l’autorizzazione all’insediamento di una certa tipologia produttiva…. insomma quando enti pubblici come il Comune, la Regione, L’asl, (ricordandoci sempre che siamo in Italia) sono necessari per ottenere tali permessi è bene inserire la condizione sospensiva per cui il contratto sarà efficace solo al verificarsi di tale permesso/autorizzazione.  Inutile dilungarsi troppo sul fatto che essere in Italia e che permessi, lungaggini e leggi incomprensibili siano una consolidata realtà tanto assurda quanto grottesca con cui ogni giorno ci dobbiamo confrontare. Bisogna invece prevedere e comprendere che indipendentemente dalle volontà delle parti un accordo potrebbe venire meno per decisioni di terzi. Giusto o sbagliato che sia bisogna prevedere che l’affare possa essere concluso per il fatto che si verifichi una precisa situazione in un tempo determinato. Ad esempio che l’acquirente ottenga un finanziamento entro un dato periodo. Oppure che il comune autorizzi un cambio di destinazione d’uso entro un certo tempo. In questo caso il contratto sarà valido tra le parti solo nel caso in cui tutto ciò si verifichi entro i termini concordati. Nel caso contrario il contratto sarà inefficace ed ognuno sarà libero di svincolarsi, oppure qualora vi fosse la volontà per entrambi, di prolungare i termini dell’accordo.

Facile da capire, semplice da concordare. Eppure non sempre è così. A volte l’inserimento di tale condizione viene vista come un capriccio o peggio un pretesto per svincolarsi da un contratto. Forse lo sarà per alcuni, forse. Per chi invece è conscio e consapevole che il risultato di un accordo dipende da un terzo (comune, banca, ente pubblico in genere) la condizione è fondamentale e non certo un capriccio. Anzi, chi vuole essere onesto nei confronti dell’altra parte deve farlo presente prima per non avere sorprese e spiacevoli controversie dopo.

Forse per taluni potrebbe essere inteso come un capriccio, forse. Certamente gli accordi non si sottoscrivono con le rivoltelle alla testa ma con scritture private sottoscritte in maniera volontaria e dove, se un problema esiste è giusto che venga evidenziato. Non si tratta di futili cavilli ma di buon senso. Purtroppo troppo spesso il buon senso è ancora più difficile da spiegare della condizione sospensiva, delle leggi, dei cavilli giuridici…

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