Dove va il mercato immobiliare industriale

Siamo fuori dalla crisi o ci stiamo ancora navigando in mezzo? Ripresa sì, ripresa no, questo il continuo dilemma. Previsioni, statistiche, dati di tutti i generi ci DSC_0028danno quadro con varie luci ed ombre. Come in un bel quadro l’insieme di luci ed ombre danno vita a forme diverse e a diverse forme d’interpretazione. Così anche nel mercato immobiliare del settore industriale ci sono diverse chiavi di lettura. Se da un lato la pesante crisi ha segnato il destino di molte aziende che sono state costrette a dismettere intere strutture o a ridimensionare gli investimenti immobiliari, dall’altro chi è riuscito a superare il momento difficile attraverso scelte strategiche di produzione, delocalizzando, accorpandosi con altri competitors, cercando nuovi clienti su mercati esteri, diversificando i propri prodotti oggi trova nuove opportunità sul mercato. Un mercato molto ampio sia per diversità di prodotto, sia per prezzo. Tanti sono gli immobili sul mercato tra cui scegliere. Varie le proposte sia in locazione sia in vendita sia con la formula dell’affitto con diritto di riscatto. Crisi sì crisi no, resta comunque il dilemma. In realtà si sta ancora navigando a vista e su un mare ancora un pochino agitato ma in fase di miglioramento. Per dirla in parole povere, sembra che il peggio sia passato,. Chi è riuscito a superare il momento difficile oggi può lavorare su una serie di situazioni vantaggiose:

  • minore concorrenza (i concorrenti che hanno chiuso hanno lasciato quote di mercato libere da conquistare)
  •  maggiore disponibilità di immobili disponibili tra cui scegliere
  • prezzi molto bassi e competitivi
  • maggiore possibilità di trovare forme di acquisto impensabili fino a qualche anno fa. Come ad esempio l’affitto con diritto di riscatto o la vendita con il pagamento differito in 3 anni (preliminare trascritto)

Negli ultimi sei mesi effettivamente un timido risveglio si è visto. Passata la paura e con ordinativi che tornano a riempire le scrivanie ritorna anche un po’ di ottimismo e le aziende cominciano a fare programmazione anche in termini di beni immobili. Il capannone, l’ufficio, il magazzino per l’azienda è il primo strumento di lavoro. Il punto cruciale per produrre, crescere, svilupparsi. Naturale che, date le ottime condizioni di offerta presenti sul mercato, le aziende tornino a valutare investimenti in tal senso.

Pochi però sono gli interventi di nuova costruzione disponibili, i costruttori provati dalla crisi hanno smesso di costruire senza sicure previsioni di vendita. Anche i costi di costruzione, oneri di urbanizzazione, piani di governo del territorio sempre più complessi, leggi sul consumo del suolo di certo non incentivano nuove operazioni immobiliari. Molto invece è il patrimonio industriale dismesso e che necessita di essere riqualificato. Il futuro per le aziende si gioca lì. Beni a prezzi stracciati ma che possono dare grandi soddisfazioni se fossero ristrutturati ed adeguati.

L’unico vero problema, come sempre, è il “sistema italia” che, in un momento come questo, preferisce discutere di adozioni piuttosto che di finanziare le aziende, incentivare la produzione, sostenere la riqualificazione del territorio.

Se ci fossero nuove forme d’incentivazione per riqualificare i vecchi edifici produttivi ci sarebbero quartieri urbani migliori, stabili in uso ed in buono stato conservazione, famiglie con posti di lavoro sotto casa…. probabilmente minori opportunità di accampamento o di occupazione abusiva di vecchie strutture con le relative e classiche situazioni di poca sicurezza (per usare un eufemismo). Così le aziende già insediate sul territorio resterebbero legate allo luogo, mantenendo posti di lavoro, creando indotto per tutto il circondario.

Ci vorrebbe una “Tremonti Tris” per tutte quelle aziende che vorranno riqualificare i vecchi edifici industriali dismessi. Ne beneficerebbero i comuni, le casse dello stato, le aziende, i loro dipendenti, il territorio. Il futuro dunque è tracciato. Costruire nuovi poli industriali non sarà una priorità con tutto il patrimonio dismesso da riqualificare e da rimettere in funzione per far ripartire tutto il nostro “sistema azienda”.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...