La qualità non sta nel titolo…

Se si potesse trasferire o riassumere in un titolo il valore, la qualità, l’essenza intrinseca delle cose o delle persone non ci sarebbe bisogno di leggere grandi descrizioni e Ezio-Bossonemmeno di fare grandi discorsi con le persone. Un titolo può al massimo descrivere, indicare, suggerire qualche dettaglio puramente formale delle cose o delle persone. Descrive la tipologia, le peculiarità, i dettagli. La sostanza, la qualità morale no. Per certi versi un titolo toglie piuttosto che aggiungere. Sì perché definisce e restringe il campo delle considerazioni e delle valutazioni che viceversa in mancanza di definizione potrebbero essere magari più ampie. Un capannone di 1.000 mq. è diverso da una Fabbrica. Un appartamento bello di 100 mq. è diverso da una casa. Dentro il concetto di casa c’è molto di più di metri quadrati, locali, bagni o terrazzi… c’è il concetto di famiglia, di vita domestica, di figli, di sogni, progetti, e tanto altro ancora. Ecco un titolo non potrà mai dare o definire certi valori che vanno oltre e che per certi versi sono indescrivibili. Così vale anche per gli esimi e competenti dottori e specialisti in genere. Dottor, ingegnere, avvocato, architetto, ecc., titoli che definiscono le competenze di tante persone. Sicuramente brave, preparate, competenti, colte, intelligenti. Altra cosa sono i valori, le qualità morali, la sensibilità, il senso del rispetto che le persone dovrebbero avere. Per questo, a volte, quando sento persone presentarsi con il proprio titolo, piuttosto che con il proprio nome, penso che, forse nascondono una mancanza. Preferiscono definire, sottolineare ciò che si sa per evitare di mostrare ciò che si è. Ora, sia chiaro, tanto di cappello a chi ha studiato, sgobbato sui libri, a chi si è meritato con sacrifici una o più lauree e magari qualche master. Massimo rispetto per chi ha fatto un percorso formativo importante e che spesse volte dimostra anche capacità intellettive di livello superiore. Massimo rispetto appunto per la persona, rispetto che viene un po’ a mancare quando il titolo viene mostrato o ostentato come se fosse sinonimo di qualità mentre invece, al massimo, rappresenta dettagli di conoscenza. Le persone ed i rapporti personali sono basati su altro, nome e cognome. Ognuno con la propria storia, con il proprio bagaglio di esperienza, con la propria sensibilità. Si possono fare un mare di esempi di esimi professori che, ad esempio, entrati in politica hanno poi dimostrato capacità etico.morali scadenti… di personaggi con titolo che hanno fatto cose straordinarie, senza aver bisogno di mostralo, ne conosco poche. Una però la conoscono tutti: Gandhi. Sulla qualità, l’esempio, la grandezza di questa persona non ci sono dubbi e non c’è nemmeno bisogno di citare il suo titolo… nessuno lo ricorda perché era un avvocato e nemmeno credo che lui si sia vantato di esserlo.

Per spiegare meglio ciò di cui voglio parlare si guardi al Sig. Ezio Bosso. (vedi il video della sua presenza a Sanremo 2016) – Qui non c’è da spiegare cos’è la qualità di un uomo. Basta il nome e cognome. Niente più.

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