Covid-19, mercato e riflessioni. Cammino a piedi nudi ma sono felice…

Ho trovato navigando qua e la questa massima assai calzante per il periodo che stiamo vivendo, per il nostro settore sofferente, per la clientela che spesso incontro. La storiella fa così: “Per un uomo a piedi scalzi, la felicità è un paio di scarpe. Per un uomo che indossa scarpe vecchie, è un paio di scarpe nuove. Per un uomo che ha scarpe nuove, è un paio di scarpe più belle. E di certo l’uomo che non ha piedi, sarebbe felicissimo di camminare scalzo… Misura la felicità con quello che hai, non con quello che ti manca… “. Dopo tanti anni alla ricerca e soprattutto alla conquista (all’acquisto) di tutto e di più, e molto spesso, del superfluo al solo scopo di mostrare le luccicanti scarpe nuove è drammaticamente arrivato il momento di capire o di chiedersi se tutto ciò abbia un senso. Oppure se il senso vero delle cose sta nella storiella di cui prima. Se forse non tutto il male alla fine nuocerà ma servirà ad aprire gli occhi di tanti imprenditori e clienti. In questo periodo di lamenti e di sofferenza vera derivanti dalla mancanza di lavoro, soldi, prospettive probabilmente non ci si è ancora resi conto di come tutto sia cambiato. Di come certi valori non hanno più motivo di esistere o che forse sono proprio certi valori ad aver fatto saltare il banco. Per chi come me ha visto gli ultimi 25 anni di mercato immobiliare, tra alti e bassi, ha potuto constatare l’evoluzione esponenziale della richiesta sul mercato. Ha potuto osservare quanto la facilità di avere scarpe nuove da mostrare come trofeo o come gratificazione personale senza averne realmente bisogno abbia fatto passare in secondo piano, i veri valori per cui si compra casa: la famiglia, i figli, l’investimento per il futuro, il risparmio. Valori che non si ostentano, sono riservati e spesso molto ponderati.Valori che scaldano il cuore a prescindere dalla vista lago, dalla grande metratura, dal mega terrazzo, dal box doppio… Valori che non sono direttamente proporzionali a quanto si spende ma a quanto si ha nel cuore in primis e nel portafoglio poi.

Ecco, per tornare alla nostra storiella, verrebbe da dire che la felicità è dietro l’angolo se impariamo a godere di ciò che abbiamo e di ciò che siamo. Per uscire dalla crisi serve anche avere consapevolezza che fare un passettino indietro per gioire di ciò che si ha: amici, vita, salute, figli, parenti, etc. vale molto di più della casa bella o del mega ufficio. Ciò vale a tutti i livelli del nostro mercato. Dai cliente agli operatori: lavoriamo con le risorse che abbiamo.

Forse se imparassimo a camminare un pochino a piedi nudi probabilmente riusciremo a dare il giusto peso alle cose e forse alle case… e molto probabilmente saremo anche un po’ più felici.

2 commenti

  1. Ho avuto un pò di perplessità quando ho letto di vendita di case (non ne ho bisogno) ma quello che ho letto è totalmente condivisibile e dopo 25 anni puoi fare un pò di valutazione con calma cioè in controtendenza, ma ormai un metodo sempre più vero e vitale!

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