Riunione, discussione o… riflessione?

Riflessioni…

Fiumi di riunioni, fiumi di discussioni, tante decisioni ma poche, pochissime riflessioni. Strana ma consolidata abitudine di fare riunioni su riunioni. A tutti i livelli riflessionee in tutte le salse. Discorsi interminabili, dati e numeri snocciolati come cartine tornasole per considerazioni e giudizi a tutto tondo su ogni cosa e su ogni persona. Spesso per suffragare pregiudizi piuttosto che giudizi. Spesso e volentieri sulla scorta di questa routine, di questa forsennata necessità di analizzare, considerare, studiare, giudicare si ottengono risultati diametralmente apposti da quelli che invece si vorrebbero ottenere.

Perché se lo scopo ultimo di una riunione è di condividere numeri, risultati, strategie… opinioni, al fine di migliorare le performance personali e di gruppo,
il lavoro non dovrebbe essere basato solo giudizi (e pregiudizi) o analisi dei dati, di cui, tra l’altro, generalmente i partecipanti sono perfettamente a conoscenza.

Se aggiungiamo che, spesso e volentieri, chi tiene riunioni ci arriva poco preparato o peggio, ci arriva straconvinto che quello che deve dire o sostenere è del tutto corretto, giusto, indiscutibile…. beh la riunione nella migliore delle ipotesi terminerà con un classico discorsino di autocompiacimento. Bene, bravi, avanti così. (ma lo sapevamo anche prima, senza fare la riunione). Nelle situazioni più classiche invece si accendono delle “pacate” discussioni che certo non sono propedeutiche al miglioramento o alla comprensione delle aree di miglioramento ma mettono ognuno in una posizione di chiusura… e, come spesso accade, il tutto si conclude con un finto… ok, va bene cosi,… sì giusto, allora facciamo così… ma in fondo ognuno resta della propria opinione… fino alla prossima riunione.

Una riunione invece dovrebbe impostata come una serena e fine a se stessa riflessione sul lavoro e tutte le sue molteplici sfaccettature. Svincolata da convinzioni e pregiudizi personali. Dovrebbe essere un viaggio fantastico alla ricerca di nuovi punti di vista, slegato dalla contingenza dei dati, delle abitudini, dalle convinzioni… Forse così si potrebbe avere una visione nuova, spunti nuovi da valutare per migliorare se stessi ed il proprio modo di lavorare. Tante volte vale più una sana, seria, serena, disincantata riflessione che una noiosa analisi di dati e numeri.

Certo i numeri, i dati, il fatturato sono importanti. Dicono tanto di noi, del nostro lavoro, delle aziende in generale. Certi numeri sono da fallimento, altri da estremo successo. I dati sono i medesimi. Le persone no, di solito dietro a clamorosi successi ci sono persone con una mente raffinata che va al di là dei dati, gente che sogna, che riflette, che pensa, che va oltre appunto…. molto spesso gente umile che ascolta, ascolta, ascolta e cerca di capire dove ci sono margini di miglioramento.

Questa è solo una riflessione, appunto.

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