Comunic-azione, ovvero l’arte di stimolare azione o re-azione.

Premesso che non sono un esperto nell’ambito della comunicazione, anzi…  da molti anni frequento corsi e soprattutto mi esercito nella comunicazione per procacciarmi lavoro… Senza una buona comunicazione è difficile coinvolgere clienti, colleghi, amici e famiglia. Per chi di professione “vende” qualcosa, sia esso uno bene o un servizio, saper comunicare nella maniera giusta è fondamentale. Banale forse.

Talmente scontato che ormai tutti, ma proprio tutti credono di aver nel dono della comunicazione una straordinaria arma per la dominazione di tutto il creato. Con la comunicazione vendo, persuado il cliente, motivo il collega, stimolo i fornitori, gestisco la moglie, educo i figli, divento leader del mio quartiere….

Forse molte di queste cose le riesci a gestire. Forse, anzi probabile. Comunicare bene non è garanzia di successo. Non sempre il risultato può essere motivante o positivo. La comunicazione deve tenere in considerazione anche il soggetto a cui si rivolge. Qualcuno dirà: “ovvio”… vero, però i corsi di formazione fatti con gruppi di persone molto diverse tra loro che effetto hanno? Pacche sulle spalle, frasi a effetto, spirito goliardico, in alcuni generano empatia ed azioni propositive, al contrario con altri potrebbero generare re-azioni totalmente opposte.

Soggetto principale e protagonista della comunicazione resta comunque l’interlocutore finale ed è in funzione sua che le modalità comunicative devono prendere forma.

Insomma per quanto tu sia bravo a spiegare un concetto, un’idea, un principio difficilmente riuscirai a motivare qualcuno che ha una preparazione pari o superiore alla tua… a meno che tu non abbia un carisma tuo, molto speciale, che non dipende solo dal tuo stile di comunicare ma dal tuo modo di essere.

Troppe persone credono che comunicare in modo efficace sia tutto, quindi si ergono sul proprio piedistallo e dispensano soluzioni urbi et orbi. Certe volte lì, sotto il tuo pulpito, ci sono adoranti ascoltatori, altre volte semplici spettatori, altre ancora indifferenti pensatori…

Non bastano le parole per motivare, formare, dirigere, organizzare… non serve parlare per essere leader, ci vogliono fatti, azioni, esperienza, conoscenza, consapevolezza di se e rispetto per gli altri.

Ecco credo che un leader non debba eccedere nel bisogno di comunicare, bensì nel modo di ascoltare per poi agire innescando nell’altro la voglia di fare o di reagire…

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...